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Eurispes: la fiducia nella formazione non frena la propensione dei laureati a espatriare
 


Il 24° Rapporto Italia 2012 (leggi la sintesi) festeggia quest'anno il trentesimo anniversario di EURISPES - Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali.

Il Rapporto fornisce l'immagine di un "Paese a corto di speranza e di ottimismo", soprattutto guardando ai giovani tra i 25 e i 34 anni, le classi "biologicamente" più proiettate verso il futuro. Quasi il 60% delle nuove leve tra i 18 e i 24 anni, seguiti a poca distanza dai 25-34enni - largamente in possesso di titoli di studio elevati - appaiono disponibili ad intraprendere un progetto di vita all'estero, configurando un bacino di potenziali emigranti la cui fuga segnerebbe di fatto la perdita delle risorse umane più dinamiche e intraprendenti del Paese.

Le motivazioni principali alla base di un ipotetico trasferimento oltre i confini nazionali sono: le maggiori opportunità lavorative (22,9%); le opportunità più genericamente intese (14,1%); il minor costo della vita (11,8%); la ricerca di maggior sicurezza (6%); il clima culturale vivace (3,%). È risultata fortunatamente in crescita la fiducia nelle istituzioni formative (48,9%, cinque punti percentuali in più rispetto allo scorso anno), decisive per la preparazione dello stock di capitale umano ma, nonostante i significativi aumenti  registrati negli ultimi decenni in relazione alla percentuale di popolazione adulta con istruzione terziaria, con una quota inferiore al 15%, l'Italia resta ancora lontana dai valori raggiunti a tal proposito in più della metà dei Paesi OCSE (30% nel 2009) e ben più alti in Canada, Israele, Giappone, Nuova Zelanda, Russia e Stati Uniti. Dal Rapporto emerge che il livello di istruzione influisce anche in vari ambiti della vita quotidiana, a partire da una visione più positiva della terza età da parte dei laureati rispetto ai possessori di licenza elementare o media.

Interessanti i dati relativi all'utilizzo della tecnologia: il 21,1% dei laureati italiani consulta tutti i giorni i quotidiani online, il 44,7% usa il computer e il 31,6% Internet.

Nodo cruciale del Rapporto è il tema della produttività e delle ristrutturazioni: secondo Gian Maria Fara, Presidente di Eurispes, è necessario riscoprire "il  valore della programmazione e della progettazione" per stimolare l'alta formazione, la ricerca e l'innovazione. Peraltro i raffronti internazionali (Oecd Factbook 2011/12) in tema di brevetti, distanziano fortemente il nostro Paese dagli altri Paesi Ocse e soprattutto rispetto a Svizzera, Giappone, Svezia e Germania, considerati i più inventivi e lo stesso riguarda gli investimenti in ricerca e sviluppo (1,23% in Italia nel 2008 rispetto a media Ocse pari al 2,3%).

 

Luigi Moscarelli
(16 febbraio 2012)

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