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Indagine Eurobarometer sull’esperienza dei tirocini nei paesi dell’Unione europea
 


L'indagine Eurobarometer "The experience of traineeships in the EU" conferma la necessaria correlazione che intercorre tra la qualità dei tirocini e gli sbocchi professionali. Le attività di tirocinio svolgono un ruolo chiave per facilitare la transizione dal periodo formativo al mercato del lavoro, ma la loro diffusione territorialmente generalizzata è accompagnata da crescenti preoccupazioni in merito ai contenuti dell'apprendimento e alle condizioni di lavoro.

Gli stages rappresentano una pratica largamente estesa nell'Unione europea: circa la metà (46%) del campione interpellato ne ha effettuato almeno uno o più di uno. Se Cipro e Paesi Bassi registrano il tasso più elevato (79%), in Italia solo uno su tre (31%) compie tale esperienza, mentre in Lituania e in Slovacchia solo l'8%.

Dall'indagine risulta che circa 6 tirocinanti su 10 (59%) - ma in Italia la percentuale sale al 69% - non hanno ricevuto alcun tipo di compenso e all'incirca 4 su 10 non hanno potuto sottoscrivere convenzioni o contratti formali con l'organizzazione o con l'azienda che li ha ospitati.

Non sono, poi, tutti lusinghieri i giudizi espressi sulla qualità e sull'utilità del tirocinio svolto: per il 30% l'esperienza vissuta ha presentato manchevolezze sotto il profilo dei contenuti di apprendimento e delle condizioni di lavoro, mentre per il 20% non è stata di alcuna utilità per il miglioramento delle competenze professionali.

È ancora bassa la percentuale di tirocinanti che va all'estero (mediamente il 9%, in Italia il 5%). Tra i giovani italiani che non hanno oltrepassato i confini nazionali per tale finalità, la metà (53%) ha dichiarato di non essere interessato a farlo, il 23% di non possedere adeguati mezzi economici, il 14% di non avere le necessarie conoscenze linguistiche e solo l'8% ha addebitato il proprio comportamento a insufficienti informazioni. 

Per sopperire a questa difficoltà e far svolgere più tirocini all'estero, il 4 dicembre 2013 la Commissione europea ha proposto un quadro europeo sulla qualità dei tirocini per consentire ai tirocinanti di acquisire un'esperienza professionale di qualità in condizioni eque e di sicurezza, evitando che la fattispecie formativa diventi una soluzione a buon mercato per rimpiazzare posti di lavoro non coperti. Sulla mancanza di equità dei tirocini si è espressa anche l'indagine Eurobarometer: al 23% dei tirocinanti, al 27% in Italia, viene offerto il rinnovo alla conclusione dello stesso, anziché una vera e propria assunzione.

L'iniziativa dell'Ue, che non riguarda i tirocini parte integrante di un corso di laurea e nemmeno quelli obbligatori per accedere ad una data professione, prevede l'aumento della trasparenza sulle condizioni di tirocinio, introducendo ad esempio l'obbligatorietà di un contratto scritto ad hoc, che precisi i contenuti dell'apprendimento (obiettivi didattici, supervisione) e le condizioni di lavoro (durata limitata, orario di lavoro, chiara indicazione della corresponsione o meno di una retribuzione o di altra indennità ai tirocinanti ed eventuale copertura sociale). Con la definizione di norme comuni di qualità, sarà favorito anche lo sviluppo dei tirocini transnazionali, estendendo la consulenza EURES anche ai tirocini.


Leggi la sintesi del rapporto.



Maria Luisa Marino
(27 dicembre 2013)

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