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segnalato da Freeonline.it
ADI, Bonatesta: “Prioritario eliminare tasse sui dottorati”
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Eliminare le tasse di iscrizione per tutti i dottorandi ed individuare un percorso con il governo Letta che porti all'effettiva applicazione della Carta europea dei ricercatori, formalmente accolta dai rettori italiani nel 2005 ma mai realmente messa in pratica. Riparte da questi due obiettivi il nuovo segretario nazionale dell'Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani (ADI), il leccese Antonio Bonatesta, 31 anni, dottore di ricerca in Storia contemporanea dell'Università del Salento nominato lo scorso 17 dicembre al vertice dell'associazione che rappresenta, con 890 iscritti, i circa 38.000 dottori di ricerca italiani.

La priorità, spiega Bonatesta, resta il "superamento del dottorando senza borsa", che costituisce "il primo passo per l'eliminazione delle iniquità all'interno del nostro sistema della ricerca". L'Adi lavora da tempo alla trasformazione della forma giuridica del dottorato perché ritiene che la questione della tassazione sia strettamente connessa a quella dello status del dottorando: secondo l'associazione il dottorando non può essere considerato solo uno studente, poiché "il dottorato si configura come un percorso molto più complesso, di continua osmosi tra formazione e ricerca". Per questo "appare doveroso" superare la definizione vigente per arrivare "ad un inquadramento che garantisca all'attività professionale il peso che merita". È inoltre "indispensabile aumentare gli investimenti in ricerca per aumentare la qualità dei corsi di dottorato, senza che le risorse per questo obiettivo siano reperite attraverso la riduzione dei posti a bando".    

Quanto all'ipotesi di forme di finanziamento alternativo dei dottorati come ventilato dal DM 45/2013 dell'8 febbraio 2013 con cui il MIUR ha riformato il dottorato in Italia, Bonatesta pur considerando positivamente "la creazione di sinergie che possano trasferire conoscenze dalle università alla realtà produttiva del Paese" sottolinea che "l'apparato industriale, già in forte sofferenza, e il settore terziario scontano da tempo bassi tassi di differenziazione produttiva e di innovazione tecnologica, oltre a una disomogenea distribuzione territoriale: sono limiti che dovranno essere tenuti presenti nel momento in cui si intende affidare al mercato un ruolo nella creazione di posti di dottorato e nel loro finanziamento"

Non esistono dati sistemici che consentano un'analisi comparata delle differenze fra l'Italia e gli altri Paesi europei in merito alle tassazioni sui dottorati. Secondo Eurostat nel 2010 l'Italia risultava il quarto paese per numero assoluto di dottorandi (38.230), preceduto da Gran Bretagna (85.180), Francia (71.360) e Spagna (70.420). L'importo medio della borsa di dottorato in Italia è stato innalzato a 1.035 euro mensili, al netto degli oneri previdenziali, dal DM del 18 giugno 2008, ed appare decisamente inferiore all'importo delle borse/stipendi medi percepiti dei colleghi in Austria e Svizzera, nei paesi scandinavi, in Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna; mentre è superiore all'importo dei paesi balcanici e dell'est Europa.





Manuela Borraccino
(dicembre 2013)
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