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Gaslini – Settantacinque anni per la vita
Paolo Lingua, Antonio Infante
 


Rizzoli, Milano 2013, pp. 176
 
Alcune persone attraversano la vita in punta di piedi, altre lasciano impronte profonde che vanno oltre il loro tempo ed entrano nella storia. È questo il caso di Gerolamo Gaslini, fondatore dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, ospedale di fama internazionale per la cura e l’assistenza dei bambini. «Il primato del Gaslini nella pediatria in tutte le sue branche è soprattutto un principio morale, uno stimolo deontologico continuo, un impegno intellettuale ed etico» spiega nella prefazione Vincenzo Lorenzelli, attuale presidente dell'Istituto.
Il volume è stato pubblicato in occasione del 75° anniversario della fondazione. Nella prima parte, Paolo Lingua racconta la storia di questo imprenditore illuminato, la cui vita è legata indissolubilmente a quella dell’Ospedale; nella seconda, Antonio Infante traccia con grande accuratezza l’evoluzione legislativa che ne ha accompagnato il percorso.
Non è facile capire e spiegare una vita complessa come quella di Gaslini: «Egli fu certamente una personalità singolare, un self made man come certamente molti imprenditori suoi contemporanei […] che dimostrò fantasia, creatività e spregiudicatezza. Fu eclettico e duttile nelle sue scelte e nei settori, anche molto differenti tra loro, nei quali si trovò a operare». Il suo impero finanziario spazia dall’industria olearia a quella agroalimentare, dal settore immobiliare a quello bancario-finanziario. Sempre, però, riesce a destreggiarsi con abilità nelle difficili circostanze del suo tempo e sempre mantiene la sua istituzione fuori dalle contaminazioni della politica e dei suoi clientelismi. Per meglio inquadrare la genialità del personaggio, quando le comunicazioni non erano simultanee come quelle a cui siamo abituati, per seguire l’andamento dei mercati Gaslini «innesta un sistema di collegamenti telefonici, calcolando le differenze di fuso orario, con le più importanti Borse e con i centri bancari più importanti del mondo industrializzato».
Nel 1917 la figlia undicenne Giannina muore a causa di una peritonite: una tragedia che lo segna per sempre. Alla fine degli anni Venti comincia a coltivare il progetto di un ospedale dedicato alla cura dei bambini e, con felice intuizione, capisce che la cura deve andare di pari passo con la ricerca scientifica e avere un’apertura internazionale. Anno dopo anno, il progetto prende forma, finché l’Ospedale viene inaugurato nel 1938. Nell’atto notarile si sottolinea il fatto che la donazione di un privato va a integrare l’assistenza sociale fornita dagli enti pubblici, e Gaslini «spera, col proprio esempio, di stimolare il risveglio di questa tradizione che da troppo tempo pare sopita, malgrado non vi sia penuria di ricchezza»: una vera e propria esortazione rivolta al ceto dirigente e imprenditoriale.
Gerolamo e Lorenza Gaslini non hanno mai smesso di chiedersi se la figlia poteva essere salvata con una diagnosi tempestiva e con terapie adeguate. Se nella prima fase di vita dell’Ospedale si pensa all’alimentazione e all’assistenza dei piccoli malati, giunge poi il momento di fare uno scatto in avanti e questo centro di fama internazionale deve potenziare la ricerca scientifica e differenziarsi nelle specialità mediche emergenti. Per questo motivo, dal 1946 comincia a farsi strada l’idea di dar vita alla Fondazione – in cui Gaslini convoglia il suo ingente patrimonio (previa rinuncia della moglie e dell’altra figlia Germana) – che viene dedicata proprio alla ricerca.
La dimostrazione della modernità e della lungimiranza di questo imprenditore sono evidenti nel valore sociale che attribuisce alla tutela della salute («Il cittadino aveva diritto a essere curato non solo per se stesso, ma anche per l'intera comunità») e nel concetto di uguaglianza nelle cure: aveva infatti espressamente stabilito parità di trattamento tra bambini legittimi e illegittimi: una cosa che oggi ci sembra scontata, ma che allora aveva un sapore quasi rivoluzionario.
Fino alla fine quest’uomo continua a lottare in favore della vita: fattosi dal nulla, crea lavoro e ricchezza, ma soprattutto capisce che la vita è il bene più prezioso dell’uomo.
 
Isabella Ceccarini
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