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segnalato da Freeonline.it
EUA: pubblicati due rapporti sulle strategie di finanziamento pubblico a istruzione e ricerca nei paesi UE
 


L'EUA ha pubblicato due rapporti che analizzano gli effetti della crisi economica sui sistemi universitari europei e delineano le strategie per ottimizzarne i finanziamenti.

EUA's Public Funding Observatory 2013
L'Osservatorio dell'EUA sul finanziamento pubblico ai sistemi universitari ha fotografato nel suo rapporto un'Europa nettamente spaccata in due dagli effetti provocati - nel quinquennio 2008/2012 - dalla crisi economica. Da un lato ci sono i Paesi che hanno aumentato i fondi, al netto dell'inflazione: Germania, Norvegia e Svezia (+10%), Austria e Belgio francofono (tra +5% e +10%), Francia e Paesi Bassi (tra +1% e +5%); dall'altro i 13 Paesi in calo: Ungheria e Polonia (tra -1% e -5%), Portogallo e Slovacchia (tra -5% e -10%), Repubblica Ceca, Spagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Lituania, Regno Unito (oltre -10%), Lettonia (-16%). L'Italia è maglia nera per i fondi all'istruzione e alla ricerca, nonché per il calo numerico degli studenti universitari.

La Ricerca evidenzia pure come le spese in conto capitale siano state le prime ad essere tagliate sia a livello governativo che universitario, indebolendo la ricerca e la conoscenza di base e spingendo soprattutto i  Paesi più in difficoltà a fare maggiore affidamento sugli stanziamenti dell'Unione Europea, destinati al rilancio collettivo della competitività, piuttosto che al ripiano delle singole situazioni nazionali.

Interessanti sono le sfide affrontate dalla Turchia che, grazie a una politica espansiva dell'istruzione superiore, sta conoscendo una crescita pari al 50% degli iscritti, e dalla Germania che, nonostante la previsione di un declino demografico a lungo termine, deve fronteggiare il contemporaneo arrivo di due classi di età, per effetto dell'abolizione della leva militare obbligatoria e della ristrutturazione dell'istruzione secondaria in alcuni Länder (che hanno condotto un maggior numero di giovani ad anticipare l'ingresso universitario).

Designing Strategies for Efficient Funding of Higher Education in Europe
Questo Rapporto sottolinea come la chiave di volta per mantenere l'adeguatezza del finanziamento sia racchiusa nell'efficacia della spesa, riducendo i costi senza peggiorare la qualità del servizio reso, accrescendo la visibilità e rafforzando la competizione internazionale.

Il rapporto focalizza l'attenzione sulle misure adottate nei vari Paesi esaminati. Preso atto dell'insostituibile importanza dei fondi pubblici (che oscillano tra il 50% e il 90% dell'intero budget) e della loro differente ripartizione tra didattica e ricerca, è fortemente ribadito il ruolo che deve essere giocato prioritariamente dalle università: in ben 15 dei Paesi esaminati le Autorità competenti - per razionalizzare i costi - stanno adottando progetti di fusione, operando ristrutturazioni più o meno profonde (ad es.  Danimarca,  Estonia, Finlandia e Lettonia) ovvero creando consorzi di Università e partenariati strategici, spesso incoraggiati dai poteri pubblici con l'attribuzione di fondi supplementari.



Maria Luisa Marino
(3 febbraio 2014)

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