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Dottorato di ricerca: per l’Italia fattore chiave di sviluppo scientifico, economico e culturale
MIUR
 


Il MIUR ha pubblicato online la relazione conclusiva della Commissione di studio sul dottorato di ricerca (D. M. n. 596 del 3 luglio 2013) composta da Cristina Messa, Rettore dell'Università degli Studi di Milano Bicocca, Paolo Rossi, Ordinario di Fisica Teorica Modelli e Metodi Matematici presso l'Università degli Studi di Pisa e Alberto TESI, Rettore dell'Università degli Studi di Firenze. Nel documento viene ribadito il ruolo strategico del dottorato di ricerca per lo sviluppo scientifico, culturale, economico e sociale del Paese.
Tra le proposte di modifica all'attuale legislazione si sottolineano di seguito quelle più importanti, in grado di snellire il modello organizzativo di un corso di dottorato.

Alleggerire l'impegno finanziario dei soggetti convenzionati
Viene proposta l'eliminazione dell'attuale clausola del contributo di almeno 3 borse per ciascun ciclo di dottorato, che ostacola di fatto la partecipazione delle istituzioni troppo piccole con conseguente spreco del potenziale intellettuale. Analogamente viene auspicata una significativa contribuzione regionale nei dottorati industriali, per facilitarne la realizzazione grazie alla riduzione del rilevante impegno economico attualmente richiesto alle imprese.

Garantire alle sole Università e agli Istituti Universitari ad ordinamento speciale il rilascio del titolo in modo autonomo
La Commissione invita a riconoscere tale possibilità alle Istituzioni di formazione e ricerca non aventi le caratteristiche di Istituzione universitaria, che abbiano svolto continuativamente per almeno un quinquennio attività didattica e di ricerca di livello universitario.

Attribuire maggior libertà agli Atenei nell'individuazione dei percorsi formativi
Si propone l'introduzione della possibilità di associare borse di studio a specifici curricula, da attribuire previo superamento della relativa selezione: Commissione unica per ciascuna area, assegnazione di una prova d'ingresso divisa in due parti e predisposizione di una graduatoria unica a scorrimento in funzione della specificità della borsa.

Ridurre i tempi per il conseguimento del dottorato in Medicina
Si propone l'allineamento del profilo temporale del dottorato in Medicina alla durata del percorso di studi presso una Scuola di specializzazione medica; viene auspicata, anche alla luce di alcune iniziative sperimentali già attivate, l'istituzione di un Corso di laurea in Medicina finalizzato alla ricerca, a seguito del quale sia possibile conseguire il Dottorato in Medicina con un percorso complessivo di 8 anni di studi invece di 9.

Eliminare l'impegno esclusivo e a tempo pieno dei dottorandi non beneficiari di borsa e autorizzare gli assegnatari di borsa allo svolgimento di attività lavorative
I primi sono impossibilitati ad assicurarsi una propria fonte di sostentamento, mentre ai secondi viene concesso di svolgere un lavoro purché sia coerente con l'attività di ricerca e comporti un impegno orario non superiore ad un determinato tetto da regolare con apposite linee guida ministeriali.

     

La Commissione suggerisce altresì la formazione di Scuole di Dottorato, capaci di identificare e mettere a sistema aspetti comuni di più Corsi per darne visibilità e riconoscimento nazionale e internazionale. Ritiene, invece, superflua la creazione di una banca dati autonoma per le tesi di dottorato, alle quali basterebbe riservare un apposito spazio nell'Anagrafe delle Pubblicazioni dei Docenti universitari.




Maria Luisa Marino
(febbraio 2014)

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