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Eurydice: l'attuazione delle politiche per la mobilità nei paesi UE
Unione europea
 


EURYDICE ha pubblicato il Rapporto TOWARDS A MOBILITY SCOREBOARD: Conditions for Learning Abroad in Europe che si concentra sullo stato applicativo delle Raccomandazioni adottate dal Consiglio Europeo nel 2011 per promuovere la mobilità dei giovani. 

Nella pubblicazione viene offerta una prima panoramica delle strategie politiche finora adottate dagli Stati membri per rimuovere gli ostacoli alla mobilità, base per un futuro monitoraggio comune sui 28 Paesi Ue, il cui prossimo aggiornamento è previsto nel 2015. 

Per lo studio applicativo viene utilizzata una metodologia valutativa, basata su cinque fattori chiave: informazione e orientamento sulle opportunità di mobilità; portabilità all'estero delle borse e dei prestiti concessi; conoscenza delle lingue straniere; riconoscimento degli studi compiuti oltre i confini nazionali; forme di sostegno a favore degli studenti provenienti dai contesti svantaggiati.

Nessuno dei Paesi primeggia in tutti gli indicatori d'analisi, ma i principali risultati evidenziati confermano che i 5 paesi più all'avanguardia in questo campo sono la Germania (che raggiunge l'eccellenza in tema di orientamento), l'Italia (che ottiene apprezzabili risultati per l'orientamento, le misure attivate per lo studio delle lingue estere e il sostegno degli studenti svantaggiati), Francia, Belgio e Spagna.

Le strutture di supporto informativo meno sviluppate sono offerte da Bulgaria, Grecia, Slovenia e Cipro. In tema di conoscenze linguistiche, sono valutate le informazioni relative al numero e all'obbligatorietà delle lingue straniere offerte nel curriculum scolastico, l'età di inizio e la durata del loro insegnamento. Pur nella loro importanza, non sono considerati i rapporti interculturali, le metodologie innovative di insegnamento linguistico, le competenze digitali, che non si prestano a facili comparazioni e richiederebbero specifici e più costosi monitoraggi: Irlanda, Regno Unito e Scozia non prevedono l'obbligatorietà dello studio di altre lingue; al contrario Cipro, Lussemburgo e Belgio (parte fiamminga) pongono la massima enfasi sulla durata dell'insegnamento linguistico (10 anni per la prima lingua e 5 per la seconda), seguiti da Italia, Spagna e Romania, che gli dedicano un periodo di poco inferiore.

In merito alla portabilità degli aiuti finanziari, le modalità di attribuzione analoghe o superiori a quelle di chi resta in Patria sono assicurate, oltre che dall'Italia, da Cipro, Lussemburgo, Slovenia, Finlandia e Svezia. Maggiori restrizioni in Bulgaria, Belgio (parte francese), Repubblica Ceca, Grecia, Croazia, Lituania, Romania e Slovacchia.

Sul riconoscimento degli studi all'estero, Germania, Belgio e Spagna hanno compiuto finora gli sforzi maggiori per facilitare l'utilizzo di ECTS e Diploma Supplement. Per il supporto agli studenti in mobilità provenienti da ambiti socialmente svantaggiati, si concretizzano essenzialmente due modelli: uno si basa sull'attribuzione di specifici aiuti ad hoc (opzione presente in una decina di sistemi nazionali) e, come possibile scelta, sulla portabilità delle borse nazionali; l'altro attribuisce i finanziamenti senza monitorare espressamente la condizione studentesca. In questo duplice quadro, Germania, Italia e Austria si distinguono per aver sviluppato un buon sistema di aiuti a sfondo sociale.



Luigi Moscarelli
(febbraio 2014)

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