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Indagine TECO: la convivenza difficile tra competenze umanistiche e scientifiche
ANVUR
 


I risultati dell'Indagine TECO (TEst sulle COmpetenze), condotta dall'ANVUR con la somministrazione di test sulle competenze generali dei laureandi italiani, fanno emergere una distanza consistente tra il livello delle effettive competenze trasversali, acquisite durante il periodo formativo, dei settori umanistico e scientifico. Sono stati raggiunti ottimi punteggi nella parte letteraria del test o in quella scientifico-quantitativa, ma mediamente soltanto pochi studenti hanno ottenuto un buon punteggio in entrambe.

Con il test non si è voluto misurare il livello di cultura generale, ma accertare e certificare le cosiddette generic skills, essenzialmente basate: sulla capacità di affrontare problemi personali e collettivi in contesti socio-economici e lavorativi non noti a priori, utilizzando conoscenze, abilità e competenze acquisite; sul saper leggere e discutere un testo, esercitando su di esso pensiero critico, capacità di risolvere problemi nuovi, assumere decisioni coerenti e comunicare oralmente o per iscritto.

L'iniziativa ha rappresentato una novità assoluta nel contesto universitario nazionale, in quanto per la prima volta la valutazione si è spostata dal teaching al learning, dall'attività dell'insegnamento a quella dell'apprendimento degli studenti. Si è allineata alle molteplici esperienze di misurazione delle performance, già da tempo in uso in campo internazionale, quali ad esempio il Collegiate Learning Assessment (CLA), e quelle in uso negli 8 Paesi partecipanti al Progetto AHELO (Assessing Higher Education Learning Outcomes) dell'OCSE.

L'indagine, in fase sperimentale a causa delle scarse risorse finanziarie e temporali disponibili, supportata dalle piattaforme tecnologiche del CINECA e del Council for Aid to Education - CAE, è stata limitata a circa 6.000 studenti universitari iscritti al III e IV anno presso 12 Atenei selezionati in base alla rappresentatività regionale, alla multidisciplinarietà e alle pregresse esperienze di valutazione. Il campione di studenti non è stato definito da requisiti di età, ma di maturazione nel percorso di studi. È risultato però che meno del 20% della fascia prescelta ha completato tutti i crediti formativi di base e caratterizzanti, con ciò denotando una irregolarità di percorso nei laureandi. 

Ignazio Visco, presidente della Banca d'Italia, ha parlato di "esperienza che, se condotta sistematicamente in tutti gli Atenei e nel tempo, potrà fornire un valido supporto alla complessiva azione di valutazione, che da alcuni anni va caratterizzando le politiche di riforma del sistema di istruzione italiano". Per Fiorella Kostoris, membro del Consiglio Direttivo ANVUR e Coordinatrice della Sperimentazione TECO, la verifica degli esiti effettivi dell'apprendimento è richiesta:

- dalle imprese, che richiedono lavoro istruito e lamentano di avere difficoltà a trovare laureati di qualunque settore disciplinare ricchi delle competenze trasversali fondamentali per la loro attività, che nessuno in Italia verifica e certifica;

- dalle Università, per accrescere la qualità dell'offerta formativa;

- dagli studenti e dalle loro famiglie, che desiderano potenziare il loro capitale umano quale fonte di benessere culturale e soddisfazione personale;

- dal contribuente italiano e dalla Pubblica Amministrazione, interessati a conoscere l'efficacia - in termini di risultati - delle risorse impiegate.

 


Luigi Moscarelli
(marzo 2014)

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