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Francia, MESR: quarta indagine sull’inserimento occupazionale dei laureati e diplomati
 


Sono stati pubblicati i risultati della Quatrième Enquête porte sur les diplômés 2010 sull'inserimento occupazionale dei laureati, dei diplomati DUT (Diplôme universitaire de Technologie) e della Licence Professionnelle a distanza di 30 mesi dal conseguimento del titolo universitario.

L'inchiesta, condotta dal Ministère de l'Enseignement Supérieur et Recherche in collaborazione con le Università pubbliche metropolitane (hanno risposto 81 Università su 83), ha riguardato quasi 93.000 giovani di nazionalità francese, che al momento dell'indagine non avevano proseguito o ripreso gli studi. La valutazione ha utilizzato 6 indicatori: tasso di inserimento occupazionale; tasso di impiego a livello di quadro o intermedio; tasso dell'occupazione a tempo pieno; salario medio lordo annuale; aree disciplinari (Giurisprudenza, Economia e Amministrazione (DEG); Lettere, Lingue e Belle Arti (LLA); Scienze umane e sociali (SHS); Scienze, Tecnologia e Medicina - TSS); specifiche discipline caratterizzanti il diploma conseguito.

Rispetto all'indagine sui laureati del 2009, il tasso di inserimento lavorativo è rimasto stabile al 90% per i master, al 91% per le licences professionnelles e all'88% per i DUT, con una leggera contrazione pari a - 1%.

Il tasso di inserimento non si discosta sostanzialmente da quello assicurato dalle écoles d'ingénieurs (96%) e dalle écoles de commerce (93%) mentre sussiste una certa disparità occupazionale tra aree disciplinari: tra le migliori informatica (97%), matematica (95%), ingegneria civile ed elettronica (94%). A esse si contrappongono altre aree più deboli quali scienze umane e sociali.

Gli impieghi dei laureati e diplomati nel 2010 sono di buon livello (87% dei quadri per i master, 73% per le licence e 59% per i DUT) e nel 90% dei casi si tratta di impieghi stabili e a tempo pieno con un reddito medio mensile attorno a €2.000 per i laureati dei gruppi giuridico-economico e medico, a € 1.700 per quelli dell'area delle scienze sociali e in ultima posizione con € 1.630 per i laureati del gruppo letterario/Belle Arti. In pratica circa 6 laureati su 10 lavorano in un'Azienda privata, 2 in una Pubblica Amministrazione e 1 nelle Associazioni. Prosegue, consolidandosi, la tendenza alla diminuzione dell'inserimento nelle aziende private, contrapposto all'aumento dei pubblici dipendenti, addebitabile in larga misura all'aumentato reclutamento di docenti per l'insegnamento pubblico. Circa il 6% trova lavoro all'estero e quasi la metà (45%) trova un impiego al di fuori della Regione sede dell'Università frequentata, generalmente molto attiva nel favorire la loro occupabilità: in testa gli Atenei di Clermont-Ferrand I, di Strasbourg e di Perpignan.

Per favorire ulteriormente l'accesso giovanile al primo impiego, a febbraio 2014 è stato sottoscritto un Protocollo tra i Responsabili dei Ministeri dell'Istruzione e del Lavoro (qui il testo) per rafforzare i partenariati tra le Università, gli attori del servizio pubblico dell'impiego (Missions locales, Pôle Emploi e APEC) e il mondo economico, per migliorare le possibilità di orientamento professionale e accompagnare più efficacemente la transizione dallo studio all'impiego.



Maria Luisa Marino
(2 aprile 2014)


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