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segnalato da Freeonline.it
Il ministro Giannini illustra in Senato le linee programmatiche del MIUR
Politica universitaria
 


Semplificazione, programmazione, valutazione e internazionalizzazione saranno i quattro principi ispiratori delle linee programmatiche MIUR, illustrate alla VII Commissione del Senato dal ministro Stefania Giannini. Applicati al sistema universitario - a suo avviso ingessato e incapace di dotarsi di strumenti snelli e meritocratici di reclutamento e privo di strumenti e programmazione strategica e finanziaria nel medio termine - tali principi comporteranno:

una triplice forma di semplificazione: normativa sui meccanismi di accreditamento didattici di ogni ciclo, con conseguente spostamento degli obblighi nella rendicontazione in itinere ed ex post; finanziaria per consentire agli atenei virtuosi di praticare una politica di bilancio pienamente autonoma, impiegando anche risorse esterne al Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO); nel reclutamento, che deve tornare ad essere primaria responsabilità dei singoli atenei, nell'ottica della premialità e della penalizzazione, antitesi dei tagli lineari. Così, considerata la complessità delle procedure dell'Abilitazione Scientifica Nazionale, fonte di numerosi ricorsi e conseguentemente del rallentamento dei meccanismi di assunzione, nonché del peggiorato rapporto docenti/studenti, gli abilitati dovranno essere assunti con procedure snelle simili a quelle della chiamata diretta con piena responsabilità degli organi di governo universitari;

• la programmazione della consistenza finanziaria su base pluriennale, almeno triennale: il 31 marzo di ogni anno potrebbe rappresentare il termine nella conclusione di tutte le procedure relative alle risorse finanziarie e alle assunzioni, ipotizzando che il FFO limiti i vincoli a poche voci caratterizzanti dell'indirizzo ministeriale, lasciando la parte rimanente all'autonomia e alla reale capacità di programmazione delle singole istituzioni universitarie. Sul piano studentesco, oltre a rafforzare le opportunità di orientamento, la programmazione dovrà riguardare anche le politiche per il merito e il diritto allo studio facendo ripartire la Fondazione per il merito, capace di facilitare l'incontro tra imprese e studenti talentuosi e introducendo il sistema dei prestiti abbondantemente sperimentato all'estero. Tale sistema va diffuso in un'ottica di parallelismo e non di sostituzione o di supplenza rispetto al diritto allo studio;

• la valutazione sulla base di una chiara definizione degli ambiti ANVUR e MIUR: l'Agenzia si dovrà concentrare sulla valutazione e sull'accreditamento, nella prospettiva dell'adeguamento agli standard qualitativi europei, mentre il Ministero dovrà assumersi la responsabilità di intervenire - anche in maniera dura - sui corsi che non rispondono ai requisiti necessari;

• il rilancio dell'internazionalizzazione per facilitare la circolazione dei cervelli anche attraverso la semplificazione dei visti degli studenti e dei ricercatori; per rilanciare lo spirito del Programma Erasmus grazie all'utilizzo dei nuovi strumenti (Erasmus plus, Bandi Marie Curie e i Grant dell'European Research Council (ERC); per spronare le università sul piano delle innovazioni tecnologiche e didattiche alla maggiore pubblicazione di open educational resources, all'apertura verso i MOOC (Massive Open Online Courses) e all'aumento dei corsi in inglese per accrescere l'attrattività internazionale. È auspicata altresì la possibilità di un pieno e immediato riconoscimento dei titoli.

Altrettanto pragmatici e complessi gli interventi ipotizzati in tema di ricerca scientifica, il terzo pilastro per il nostro futuro:

semplificazione delle procedure nel quadro del Programma Nazionale della Ricerca (PNR) e delle sinergie tra l'impiego dei fondi strutturali e la competizione per i fondi di Horizon 2020;

semplificazione finanziaria che faccia confluire le risorse in un unico piano finanziario della ricerca;

semplificazione gestionale, razionalizzando i soggetti che operano attorno al mondo della ricerca;

semplificazione normativa per regolamentare processi omogenei nell'emanazione dei bandi;

• incoraggiamento con appositi incentivi alla mobilità dei ricercatori all'interno degli enti e tra enti e università. 

 

Maria Luisa Marino
(aprile 2014)

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