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Istat, NOI ITALIA 2014: i risultati dell’indagine disponibili anche in App per smartphone
 


L'indagine ISTAT Noi Italia 2014, giunta alla sesta edizione, attraverso 120 indicatori raccolti in 19 settori, offre un quadro puntuale dei differenti aspetti economici, sociali, demografici e ambientali italiani in relazione ai dati europei e con analisi sulle disparità regionali.

Per la prima volta è possibile navigare tra i dati in modo interattivo: accanto alle tradizionali versioni on line e cartacea, gli indicatori sono consultabili anche in e-book e App per smartphone (iOS e Android).

Su istruzione e formazione - specie al più alto livello - l'indagine conferma che solo il 21,7% dei giovani 30/34enni ha conseguito un titolo universitario (o equivalente), cosicchè - nonostante l'incremento di 6 punti percentuali, mediamente registrato nel periodo 2004/2012 - è ancora lontano l'obiettivo del 40%, fissato da Europa 2020. Obiettivo prossimo per Emilia-Romagna (28,6%), Liguria (27,5%), Trento (26,5%) e Lazio (25%), mentre sono in ritardo Sardegna (15,6%), Sicilia e Campania (entrambe 16,6%).

Nel 2011 il totale dei laureati in discipline scientifiche e tecnologiche rappresentava mediamente solo 12,9 ogni 1.000 residenti in età 20/29 anni, più presenti in Emilia Romagna (19,6), nel Lazio (18,2) e in Friuli Venezia Giulia (15,3).

Il nutrito gruppo dei NEET (Not in Education, Employment or Training), dopo un periodo di leggera regressione tra il 2005 e il 2007, è tornato a crescere durante la fase ciclica negativa, interessando con maggiore intensità le donne e il Mezzogiorno: nel 2012 i valori più alti hanno segnato tristemente la Sicilia (39,8%), la Campania (36,9%) e la Calabria (34,6%) e risparmiato maggiormente il Trentino (14,9%) e la Valle d'Aosta (15,5%).

Non poche criticità emergono anche dal confronto europeo degli indicatori che misurano l'input e l'output delle attività di ricerca e dell'accesso alle tecnologie dell'informazione. L'indice di intensità brevettuale (presentate nel 2013 all'EPO - European Patent Office oltre 3.600 richieste di brevetti) mostra una costante riduzione a decorrere dal 2009. Sono stati calcolati 72,4 brevetti per milione di abitanti, valore ampiamente inferiore alla media europea, che supera il centinaio.

Gli addetti alla ricerca e sviluppo (in unità equivalenti a tempo pieno) sono 3,8 ogni 1.000 abitanti (2011) al di sotto della media europea (5,1) e con forti disparità territoriali. La spesa per la ricerca e lo sviluppo incide solo per l'1,25% sul PIL (2011), di cui poco più della metà (0,69%) è conferito dalle imprese. Per consistenza percentuale degli stanziamenti, l'Italia si colloca nelle ultime 10 posizioni (precede Ungheria, Lituania, Polonia, Malta, Lettonia, Slovacchia, Grecia, Bulgaria, Cipro e Romania) dell'ideale graduatoria guidata da Finlandia (3,8% del PIL, di cui il 2,68% attribuito dalle imprese), Svezia (3,39% in totale di cui 2,33 da imprese), Danimarca (2,98% in totale di cui 1,96% da imprese) e Germania (2,89% in totale e 1,96% da imprese).



Luigi Moscarelli
(8 aprile 2014)
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