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Global perspectives on international joint and double degree programmes
Matthias Kuder (Freie Universität Berlin), Nina Lemmens (DAAD) e Daniel Obst (IIE)
 


Institute of International Education-IIE, 2014
 
L’indagine, frutto della consolidata collaborazione tra due istituzioni internazionali leader in tema di mobilità accademica quali il German Academic Exchange Service-DAAD e l’Institute of International Education-IIE, focalizza l’attenzione sull’attuale panorama mondiale dei programmi di studio congiunti e identifica sfide, opportunità, motivazioni e impatto sul loro sviluppo futuro. Con oltre tre milioni di studenti internazionali, che compiono la loro preparazione universitaria oltre i confini dei Paesi d’origine, le possibili forme migliorative della mobilità studentesca sono divenute una priorità assoluta.
I programmi tradizionali di studio presso istituzioni estere restano ancora l’opzione predominante per coloro, che desiderano effettuare un’esperienza internazionale. La forte e generalizzata crescita dei programmi congiunti sta però significativamente a indicare l’interesse degli atenei a potenziare l’internazionalizzazione. I programmi congiunti, pur nella loro complessità di realizzazione, rappresentano dunque un più profondo modello di partnership in cui le università hanno modo di sviluppare una migliore comprensione reciproca dei curricula e delle competenze istituzionali, ottenendo soddisfacenti ritorni motivazionali in termini di espansione dell’offerta formativa, di sviluppo di reti strategiche interuniversitarie, di attrattività e di visibilità internazionale.
La fortuna incontrata da questa tipologia formativa – sia che rilasci una singola qualificazione con doppia valenza, sia con un doppio titolo rilasciato da entrambe le istituzioni partecipanti è ampiamente dimostrata dal numero crescente di associazioni internazionali (come l’AIU-International Association of Universities), che compiono studi di ricognizione delle esperienze già realizzate, nonché dalla discussione della tematica in varie Conferenze internazionali e Seminari di esperti. I programmi congiunti, avviati nel 1990 nell’Unione Europea, hanno poi trovato diritto di cittadinanza in altre parti del mondo, che ne hanno colto i potenziali benefici. In tale ottica il presente volume, con l’apporto di 33 articoli di esperti e mediante l’analisi delle molteplici esperienze già attuate in 6 Regioni mondiali (Africa, Asia, Europa, Medio Oriente, Nord e Sud America) fornisce al lettore una fonte – concisa ma esauriente – di informazioni e di buone pratiche, che stimolano una costruttiva discussione sulle nuove opportunità di preparazione dei cittadini globali.
Il primo tentativo di elencare le iniziative all’epoca avviate in Europa risale agli inizi di questo secolo: Survey on Master Degrees and Joint Degree in Europe nel 2002; una varietà di studi e indagini è stata compiuta in Thailandia, America Latina, Regno Unito, Russia, Germania e Paesi Bassi. Il volume, appena pubblicato, segue le analisi curate dagli stessi autori nel 2009 e nel 2011: rispettivamente Joint and Double Degree Programs: an emerging model for Transatlantic Exchange e Joint and Double Degree Programs in the Global Context: Report on an International Survey.
La pubblicazione si articola in 5 sezioni:
• la prima getta le basi per conoscere la natura, le tendenze e le sfide dei programmi, nonché per seguire il ruolo degli organi accademici nel processo del miglioramento qualitativo;
• la seconda focalizza specificamente le prospettive istituzionali nelle 6 Regioni mondiali;
• la terza offre un esame delle prospettive regionali, sottolineando in particolare l’impatto dei programmi congiunti nel contesto delle politiche educative europee (European Higher Education Area), evidenziando (ne è portavoce in particolare l’articolo di Xavier Prats Monné e Claire Morel) il ricco ventaglio di esperienze promosse dai programmi specifici Erasmus Mundus e Atlantis e soffermandosi sulle aspettative offerte dal nuovo Erasmus+;
• le ultime due focalizzano maggiormente la domanda studentesca, l’occupabilità dei laureati e i sistemi di valutazione della qualità.
 
Maria Luisa Marino
(aprile 2014)
 
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