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Modernization HE: favorire accesso all’istruzione e maggiore occupabilità dei laureati europei
Pubblicazione Eurydice
 


È stato pubblicato Il Rapporto "MODERNISATION OF HIGHER EDUCATION IN EUROPE: Access, retention and employability 2014", redatto dalla Commissione Europea, in collaborazione con EACEA (Education, Audiovisual and Culture Executive Agency) ed EURYDICE. Il volume esamina politiche e prassi nazionali, adottate da Governi e Università, su alcuni obiettivi specifici dell'UE per l'istruzione superiore.

In particolare:

- ampliamento dell'accesso agli studi universitari: non solo e non tanto in termini numerici, ma - nell'ottica della dimensione sociale dell'istruzione universitaria - con l'imperativo di attirare gli studenti svantaggiati ed  assicurare a tutti uguali opportunità di accesso ad un insegnamento di qualità;

- riduzione dei tassi di abbandono, aumento della popolazione studentesca che completa regolarmente il percorso universitario: i valori sulla ritenzione degli studenti e sul completamento degli studi contribuiscono a monitorare il miglioramento della qualità da parte degli Atenei;

- supporto ai laureati nel momento della transizione nel mercato del lavoro come risposta concreta alle crescenti necessità basate sulla conoscenza, che  impongono un dialogo operativo Università/ Imprese.

Dal Rapporto - il 2° di una serie dedicata alla modernizzazione dell'insegnamento superiore e che segue quello del 2011 specificamente dedicato agli aspetti finanziari - emerge una situazione informativa fortemente articolata per modelli ed approcci. Ancora insufficiente il numero di Paesi che utilizzano le informazioni raccolte per migliorare l'offerta formativa nei propri Atenei.

Sono pochi, infatti, gli Stati che hanno migliorato l'accesso degli appartenenti a gruppi sottorappresentati: specifiche misure in Belgio (lingua fiamminga) a favore degli studenti con genitori non laureati; in Finlandia per accrescere la componente studentesca maschile e al contrario in Lituania per favorire la partecipazione femminile ai corsi di matematica e di scienze; a Malta a favore dei corsi di istruzione permanente; in Francia a favore degli svantaggiati socio-economici e nel Regno Unito per incoraggiare l'approccio universitario agli studenti a basso reddito, beneficiari di pasti gratuiti durante il periodo degli studi secondari. Il sistema degli accessi risulta generalmente governato dall'autonomia universitaria in due poli: accesso libero (che varia dal 75% in Grecia al 98% in Italia)  e numero chiuso per i settori maggiormente professionalizzanti (ad es. Medicina ecc. e le Grandes Ecoles in Francia). Differisce anche l'età media di ingresso: da 20 anni in Belgio, Francia e Irlanda a 26 in Islanda.

Circa la metà dei sistemi universitari europei (Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Irlanda, Francia, Austria, Polonia, Portogallo, Slovenia, Svezia, Slovacchia, Regno Unito, Islanda e Croazia) dispongono di programmi ponte per studenti non tradizionali e/o con rilascio di crediti, che attestano il valore di quanto precedentemente appreso (Italia limitato a 12 crediti; in Spagna fino al 15% dell'intero programma universitario, che sale al 30% in Lettonia, al 75% in Lituania e addirittura al 100%, con il solo obbligo della tesi, in Estonia). Si percepisce una divisione geografica in relazione alla flessibilità degli studi (part-time, insegnamento a distanza, riconoscimento di esperienze non formali) più diffusa in Europa settentrionale e occidentale. Soltanto in metà dei sistemi esaminati i finanziamenti pubblici hanno un effetto premiante, legato ai tassi di riuscita studentesca per le Università ovvero sotto forma di minore tassazione per gli studenti temporalmente regolari.

Tutti i processi di accompagnamento al mondo del lavoro - non sempre di competenza pubblica - richiedono ancora un lungo cammino per l'armonizzazione e per l'espansione nelle conoscenze di base a vantaggio dell'occupabilità: coesistono modalità di tirocinio obbligatorio post laurea (es. in Finlandia) e sistemi duali con alternanza studio-lavoro (es. in Francia).

 

Maria Luisa Marino
(giugno 2014)

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