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Brasile: Dilma Rousseff rilancia “Scienze senza frontiere” mentre il Governo approva il nuovo piano per l’educazione
 


Il successo di "Science without Borders" (Ciência sem Fronteiras - CsF in portoghese) ha convinto il presidente del Brasile, Dilma Rousseff, a estendere il programma per altri tre anni e a prevedere, dal 2015, 100 mila nuove borse di studio da sostenere con fondi pubblici (in maggioranza) e privati, per far studiare all'estero gli studenti e i ricercatori delle università brasiliane.

Lanciato nel 2011, CsF è ormai riconosciuto come uno dei programmi nazionali più ambiziosi degli ultimi anni in fatto di internazionalizzazione. Il suo successo è stato ampiamente dimostrato dall'appoggio entusiasta di molte istituzioni di istruzione superiore del mondo (43 Paesi, compresi Australia, Cina, India, Giappone, Nuova Zelanda, Russia, Corea del Sud, Spagna e Italia). Gli Stati Uniti (26.300) sono il Paese che ha accolto il maggior numero di studenti brasiliani, seguiti da Regno Unito (9.500), Canada (7.000), Francia (6.400) e Germania (5.900). La prima fase terminerà a settembre 2014, con l'obiettivo di 100 mila studenti borsisti nel mondo. La nuova fase darà prevalenza agli studenti dei corsi di matematica, fisica e chimica, rimanendo così fedele alle priorità da assegnare alle "lauree scientifiche" (STEM - Science, Technology, Engineering and Maths).

In Brasile, però, le attività del Governo per l'istruzione non si basano solo sul CsF. Oltre a voler allungare l'esperienza del CsF, Dilma Rousseff ha firmato un decreto congiunto dei Ministeri dell'Educazione e della Scienza, Tecnologia e Innovazione che introduce il Programa Nacional de Plataformas do Conhecimiento - PNPC. L'intento del programma, come si deduce dalle slides di presentazione, è di sviluppare nuovi accordi e partnership pubblico-privato per generare conoscenza mediante l'utilizzo delle tecnologie, per avere un impatto sulla vita delle persone e del paese, sul modello della Cina e dei principali paesi europei.

Infine, il 3 giugno 2014 il Parlamento brasiliano ha approvato il nuovo Plano Nacional da Educação (Piano nazionale per l'educazione), che prevede una serie di 20 priorità/obiettivi per i prossimi quattro anni; la conseguenza sarà un necessario incremento di risorse economiche da destinare a favore del settore dell'educazione. L'intento, contenuto nel PNE, è di arrivare a investire in educazione il 7% del prodotto interno lordo entro il 2019, per poi puntare al 10% entro il 2024. Il PNE è alla firma della presidente Rousseff; una volta ratificato, gli Stati federali e le municipalità avranno un anno di tempo per sviluppare le direttive del piano nei propri ordinamenti territoriali.

 


Danilo Gentilozzi
(17 luglio 2014)

 


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