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CUN: chi segue percorsi di orientamento universitario è più sicuro della scelta fatta e rende meglio agli esami
 


Durante la "Giornata sull'orientamento universitario: esperienze a confronto", il CUN (Consiglio Universitario Nazionale) ha presentato una ricerca finanziata dal MIUR sulla scelta del percorso universitario mediante gli strumenti di orientamento, dal titolo: "La scelta del corso di laurea dall'orientamento al primo anno: fattori di successo e di insuccesso". L'indagine ha coinvolto studenti della scuola secondaria superiore di Roma nel periodo novembre 2011 - novembre 2013. Obiettivi della ricerca sono stati la valutazione della capacità degli studenti di pianificare le scelte lavorative e di studio per il futuro, un'indagine sulle modalità di reperimento delle informazioni per la scelta dell'università, l'analisi e la verifica sulla effettiva capacità di mettere in pratica le scelte fatte con motivazioni forti e il monitoraggio nel tempo degli esiti delle scelte.

La ricerca si divide in due parti. La prima indaga le scelte future fatte dagli studenti durante l'ultimo anno di scuola superiore, con particolare attenzione alle attività di orientamento proposte dalla scuola frequentata; la seconda effettua un monitoraggio sull'effettiva realizzazione delle scelte fatte prima del diploma.

La prima fase ha coinvolto un campione di 50 studenti e una decina di scuole secondarie superiori. Il 63% degli intervistati ha dichiarato di aver partecipato ad attività di orientamento. L'attività principale di orientamento alla scelta universitaria proposta dalle scuole selezionate per la ricerca è stato l'incontro con i referenti delle Università per conoscere i Corsi di laurea specifici per ogni indirizzo di studio. Mentre le scuole hanno optato per una modalità face to face, l'84% degli studenti campione hanno utilizzato internet come fonte principale per scegliere il corso più adatto alle loro esigenze (altre fonti: università - 64%, genitori - 37%, amici - 36%).

Per la seconda fase, il CUN ha coinvolto un campione di circa 1.900 studenti. L'82% di chi pensava di iscriversi all'università si è effettivamente iscritto, così come l'80% di chi aveva detto di no non si è poi iscritto. Nell'uno e nell'altro caso c'è un 20% di studenti che, nel corso del tempo, ha cambiato idea. Statistiche alla mano, per 22 immatricolati su 100 la scelta del corso di laurea si è dimostrata sbagliata: l'8% di chi si è iscritto ha abbandonato l'università al 1° anno, mentre il 14% è ancora iscritto ma ha già cambiato corso di laurea o ateneo. Gli abbandoni riguardano il 24% degli studenti provenienti da un istituto tecnico, il 19% dei diplomati professionali e il 4% dei liceali.

La forza di chi ha seguito un percorso di orientamento sta nel dato che il CUN enfatizza di più: a un anno dal diploma, il 95% degli iscritti all'università che hanno seguito un corso di orientamento non intende cambiare facoltà o ateneo e, spesso, hanno già ottenuto degli ottimi risultati nel superamento degli esami al 1° anno universitario. "I ritardi, i cambi di corso e gli abbandoni degli studi avvengono soprattutto durante il primo anno di frequenza all'università, in conseguenza spesso di scelte sbagliate o poco ponderate", ha spiegato Andrea Lenzi, presidente del CUN. "Un corretto e concreto orientamento deve fornire ai ragazzi tutte le informazioni necessarie per fare scelte consapevoli, basate su dati attendibili. Perciò né le famiglie, né gli insegnanti delle scuole superiori possono dare informazioni esaurienti sugli attuali corsi universitari offerti oggi e sulle prospettive culturali e professionali che offrono". Tocca perciò alle università stesse, tramite i propri canali, raggiungere gli studenti con informazioni precise, dettagliate e, soprattutto, veritiere.


Danilo Gentilozzi
(6 agosto 2014)
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