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segnalato da Freeonline.it
In G.U. la nuova legge sulla cooperazione internazionale allo sviluppo: università chiamate a collaborare
 


Senza grande clamore mediatico, dopo 27 anni di tentativi in sei legislature, il 1° agosto la Commissione Esteri del Senato ha approvato definitivamente, quasi all'unanimità, il ddl n. 1326-B recante "Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo", pubblicata sulla GU (serie generale n. 199 del 28-8-2014) come Legge 11 agosto 2014, n. 125.

«Con questa riforma la cooperazione non sarà più solo "parte integrante" della politica estera, ma ne diventerà parte qualificante» ha dichiarato il vice ministro degli Esteri Lapo Pistelli.

Con il nuovo testo si punta a una maggiore partecipazione degli stakeholder non istituzionali (società civile, profit e no profit), nel sistema della cooperazione italiana e a un dialogo strutturato, mutuato dall'esperienza europea, fatto di un più stretto coordinamento tra gli attori, una maggiore efficacia e minori sprechi e sovrapposizioni. L'obiettivo raggiunto consentirà di avere un numero più elevato di progetti a bando, attraverso la valorizzazione del settore privato, favorendo la partnership con il pubblico, nel rispetto della legge, dei diritti umani e delle norme della responsabilità sociale di impresa.

Queste le principali novità introdotta dalla legge:
- il Ministero degli Esteri, che cambierà nome in Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale (da MAE a MAECI), avrà la funzione di regia politica, insieme al Parlamento;

- viene introdotta la figura del viceministro della cooperazione, quale riferimento politico nel Governo, e istituito il Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS) con il compito di assicurare la definizione strategica, la programmazione e il coordinamento di tutte le attività di cooperazione;

- nasce l'Agenzia italiana per la cooperazione, che avrà la gestione e il controllo delle iniziative di cooperazione e che godrà di autonomia organizzativa, regolamentare, amministrativa, patrimoniale, contabile e di bilancio; 

- viene introdotta la Cassa depositi e prestiti, il vero "braccio finanziario", con il compito di convogliare in Italia aiuti europei, migliorare l'accesso, il controllo e il coordinamento alle iniziative finanziarie delle banche e dei fondi internazionali multilaterali;

- è prevista la partecipazione di un rappresentante dell'Università al nuovo Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo, che dovrà essere istituito con decreto del MAECI (da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge), uno strumento permanente di partecipazione, consultazione e proposta.


L'art. 24 della nuova Legge parla espressamente anche delle università come soggetti della cooperazione allo sviluppo: «L'Italia favorisce l'apporto e la partecipazione [...] delle Università [...] alle iniziative di cooperazione allo sviluppo», anche promuovendo collaborazioni interistituzionali. La neo Agenzia italiana per la cooperazione può affidare anche alle Università l'«attuazione di iniziative di cooperazione previste dalla presente legge o può concedere contributi per la realizzazione di proposte progettuali da essi presentate».

Le Organizzazioni non Governative hanno collaborato con il Parlamento durante l'iter della Legge e nel complesso hanno accolto positivamente il testo, pur dichiarando di rimanere vigili sui decreti attuativi che, come afferma il Cini - Coordinamento Italiano Network Internazionale "su alcune fragilità potranno fare la differenza".  


Consulta il testo della nuova Legge.

 


Luca Cappelletti
(10 settembre 2014)

 

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