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CoDAU: semplificazione e autonomia nell’amministrazione degli atenei
 


Dal 25 al 27 settembre 2014 si è svolto il XII convegno annuale del CoDAU (Convegno dei direttori generali delle amministrazioni universitarie), un’associazione attiva nell’ambito del management delle amministrazioni universitarie: un luogo di confronto e studio in cui si cerca di rispondere ai quesiti che derivano dalla complessità interna al sistema stesso e dall’applicazione di un articolato quadro normativo di riferimento. Il 29 maggio è stato eletto alla guida del CoDAU per il triennio 2014-2017 Cristiano Nicoletti. Romano, classe 1969, è direttore generale dell’Università per Stranieri di Perugia dal 2012 e subentra a Enrico Periti.
 
Il tema di questa edizione è stato “Fare meglio per fare di più”. Quali considerazioni sono emerse in un particolare momento storico dove tutte le istituzioni, anche quelle del sistema universitario, sono chiamate a fare meglio rispetto al passato?
Il Convegno CoDAU 2014 ha voluto fornire proposte di rinnovamento e risposte concrete alle problematiche affrontate: semplificazione, finanziamento delle università, internazionalizzazione, rapporti con la sanità, trasparenza e anticorruzione. I lavori hanno preso il via giovedì 25 settembre con una riflessione di respiro internazionale, costruita intorno alla testimonianza di un’esperienza europea d’eccellenza, quella dell’Università di Liegi. Il focus si è poi indirizzato, nei giorni a seguire, verso le nuove sfide di gestione del sistema universitario italiano, attraverso l’intervento di esponenti istituzionali quali Stefano Paleari, presidente CRUI, Marco Mancini, capo dipartimento MIUR, Stefano Fantoni, presidente ANVUR, Carla Barbati, vice presidente CUN e dei direttori generali degli atenei italiani. La connotazione propulsiva si è manifestata nelle tre sessioni tecniche di lavoro che hanno toccato temi assai attuali, come quello della semplificazione. Le considerazioni emerse si sono orientate tutte verso un’unica direzione: necessità di semplificazione e maggiore autonomia per gli atenei.
 
Da dove, secondo Lei, potrebbe prendere il via il percorso di semplificazione del sistema universitario italiano al quale fa riferimento? Quali gli ambiti di applicazione?
Il sistema universitario sta maturando la convinzione che troppe regole generino contesti non equi. Penso ad esempio all’avviato meccanismo di valutazione della qualità per la didattica, compreso il dottorato, e al sistema di qualità per la ricerca in fase di avviamento. Ritengo che in entrambi i casi si sia rilevato un eccessivo appesantimento interno rispetto ai benefici ottenibili. Nel corso del Convegno sono emersi percorsi alternativi da seguire, orientati tra l’altro allo snellimento delle procedure di accreditamento e alla revisione della normativa che disciplina i Nuclei di Valutazione, la cui funzione risulta talvolta sovrapposta a quella dei Presidi di Qualità. Inoltre semplificazione per quanto riguarda trasparenza e anticorruzione. Il recupero di un’autonomia del comparto universitario può contribuire al rispetto di tutte le condizioni che lo Stato pone in tema di trasparenza e anticorruzione, svincolando dall’equiparazione, di fatto, tra gli atenei e gli enti locali. Semplificazione non vuol dire vuoto normativo. Gli atenei si stanno impegnando per trovare il modo di essere trasparenti, di combattere la corruzione, senza “morire” sotto adempimenti di difficile applicazione, riuscendo invece ad essere performanti nelle nostre azioni.
 
Un’ultima riflessione a proposito del finanziamento degli atenei italiani. Quali sono, a Suo parere, le attuali criticità da superare? Quali le prospettive future?
Una revisione del sistema di finanziamento è assolutamente necessaria, come CoDAU lo stiamo chiedendo a gran voce da tempo. Sappiamo che è un tema soprattutto politico, ma anche noi direttori generali che, di fatto, siamo i primi gestori delle risorse, impegnati a fare sempre meglio con minor risorse, abbiamo il dovere di contribuire alla riflessione nazionale sull’applicazione di un meccanismo distributivo. Proprio questo tema è stato al centro di numerose considerazioni e preoccupazioni nel corso del Convegno, a seguito delle voci che hanno annunciato nuove misure, ma anche imminenti ulteriori tagli per università e ricerca. Vedremo quale sarà la linea tenuta dal Governo, ma non lo faremo in silenzio e senza proposte alternative, perché tagliare ancora finanziamenti alle università significa tagliare il futuro del paese. Ritengo che sul sistema universitario non ci sia più nulla da tagliare, in quanto è stato quello che più si è adeguato alle esigenze del Paese, con grande senso di responsabilità.
 

Nadia Catarinangeli
(20 ottobre 2014)
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