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Costi e qualità dell’istruzione all’estero nell’opinione delle famiglie
 


La banca d'investimento globale HSBC ha realizzato due report che confrontano i costi delle destinazioni all'estero scelte dagli studenti e la percezione dei loro genitori sulla qualità dell'istruzione. Il report The Value of Education: Springboard for success, pubblicato lo scorso aprile a cura dell'ente di ricerca Ipsos MORI, indaga le opinioni dei genitori sull'istruzione dei propri figli in 15 Paesi, mentre la divisione Retail Banking and Wealth Management di HSBC riferisce di ulteriori ricerche sui costi dello studio confrontati in vari Paesi.

Il legame tra le due indagini è spiegato in una nota di HSBC: «Accostando i risultati di The Value of Education con gli ultimi dati sui costi delle università all'estero si evince che, in generale, i genitori ritengono che le destinazioni costose tendano ad offrire una qualità d'istruzione superiore». Secondo l'indagine The Value of Education esistono, tuttavia, importanti variazioni regionali. In generale, gli Stati Uniti restano nell'opinione comune una destinazione qualitativamente elevata, con un 51% dei genitori che la classifica tra le prime tre nazioni, seguita da Regno Unito (38%), Germania (27%), Australia (25%) e Giappone (25%).

L'indagine ha anche evidenziato che nei paesi dove l'inglese non è la prima lingua molti genitori considerano la conoscenza di una lingua straniera il maggior benefit di un'istruzione all'estero.

Per il secondo anno di seguito l'Australia risulta la meta più cara per gli studenti internazionali: sarebbero necessari mediamente 42.000 dollari l'anno per coprire le tasse universitarie e i costi di vita. A seguire troviamo Singapore, gli USA, il Regno Unito e Hong Kong. Superate le prime cinque o sei destinazioni, i costi iniziano a ridursi notevolmente. In India, la destinazione meno cara del ranking 2014, i costi medi annuali ammontano a più di 36.000 dollari in meno rispetto all'Australia.

L'89% dei genitori ha dichiarato l'intenzione di mandare i propri figli all'università e il 74% ha riferito che avrebbe preso in considerazione l'estero come meta di studio per dare loro un'istruzione universitaria migliore.

«Mediamente, il 58% dei genitori crede che finanziare l'istruzione sia il migliore investimento», dice HSBC. «A molti, tuttavia, risultano gravosi la pianificazione e il sostegno finanziario. Dei genitori che finanziano l'istruzione dei propri figli, difatti, l'82% attinge alle proprie odierne entrate, più della metà vorrebbe aver iniziato a mettere da parte i soldi qualche tempo prima».

Simon Williams, capo della divisione Wealth Management di Hsbc, commenta: «Un'istruzione internazionale aggiunge un'ulteriore dimensione di complessità alla pianificazione, specialmente a quella finanziaria. L'istruzione oltremare è per lo più finanziata privatamente dai genitori; inoltre, se il concetto di finanziamento da parte di un college è ben definito negli USA, altrove è ancora un'eccezione».

 

Elena Cersosimo
(28 ottobre 2014)


(Fonte: Monitor ICEF del 23 settembre 2014)

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