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Ucraina: gli esperti confermano la necessità di applicare la legge di riforma dell’Università
 


All'indomani delle elezioni parlamentari in Ucraina, la comunità accademica internazionale spera nell'applicazione della legge di riforma dell'università, approvata e firmata il 31 luglio 2014 dal presidente Petro Poroshenko. Universitas ha intervistato alcuni esperti osservatori del cambiamento del sistema universitario nel Paese dell'ex blocco sovietico, per spiegare come l'approvazione della legge 1187-2 segni una pietra miliare per gli sviluppi dell'istruzione superiore in Ucraina.

Come altri Paesi ex-sovietici, negli anni '90 l'Ucraina aveva tentato almeno nominalmente di cambiare il sistema fortemente legato al controllo statale nell'organizzazione e nella gestione delle università, nelle nomine dei docenti e nei programmi di studio. Ma la corruzione endemica, il plagio, la vendita di esami e diplomi di laurea, come denunciato da numerosi osservatori, erano rimasti drammaticamente diffusi in molti atenei del Paese. Nel 2005 il governo si era impegnato ad adeguare l'Ucraina al Processo di Bologna e introdurre il sistema di crediti europeo, ma tale cambiamento non è mai stato realmente avviato. Nel 2008 l'Ucraina si era dotata di nuovi test di ammissione per le matricole universitarie che avrebbero dovuto rendere più trasparente l'ingresso ma la crisi economica e i drastici tagli nell'istruzione superiore avevano in realtà causato nuove frodi ed un sistema di tangenti e di elargizioni informali ai docenti per favorire l'entrata delle matricole. Nel dicembre 2013 attivisti e docenti manifestarono per giorni a Kiev per chiedere l'autonomia delle loro università e l'applicazione di quegli impegni.

La disputa che ha preceduto l'approvazione della legge può esser considerata come una battaglia per procura sulla spaccatura fra filorussi e filoeuropei che attraversa il Paese, sostiene Edmund Klein, ricercatore al Centro di Ricerca per gli studi dell'Europa dell'Est dell'Università di Bremen: "Ci sono state - spiega - tre diverse proposte di legge: una influenzata dal sistema universitario russo-sovietico e sostenuta dal governo; un'altra disegnata sul modello europeo proposta dall'opposizione e una terza stilata da un gruppo di esperti provenienti dalle università e dalla società civile, sulla base della quale la nuova legge è stata finalmente adottata. La nuova legge è stata sviluppata come un compromesso fra accademici, studenti, governo e società civile proveniente da tutte le regioni del Paese. Il fatto che per la prima volta in Ucraina una legge sia basata sul consenso e rappresenti gli interessi di tutti i gruppi e non solo quelli di una particolare élite, non solo introduce una nuova modalità di processo decisionale ma fornisce anche ragioni per sperare che la nuova legge possa unificare il Paese. L'approvazione di questa legge mostra che nonostante tutti i disaccordi a livello regionale, sociale e politico, si è stati capaci di trovare dei necessari compromessi. Tuttavia, finché la situazione nell'Est del Paese resta instabile a causa delle interferenze della Russia, è difficile prevedere se e quando la legge potrà entrare in funzione".

"La nuova legge è importante - spiega Sonja Knutson, direttrice del Centro internazionale della Memorial University of Newfoundland (Canada) - perché si tratta della prima legge sull'istruzione superiore in Ucraina creata in base allo stimolo e alla consultazione con l'opinione pubblica ucraina. Essa promuove l'autonomia e crea le condizioni per liberare i meccanismi interni alle università da vincoli governativi, pone le basi per istituire organi collegiali formati da docenti e studenti, trasforma radicalmente il sistema della valutazione della qualità e avvicina le università ucraine ai network scientifici internazionali".

Con la nuova legge le università sono inoltre obbligate ad una maggiore trasparenza nell'uso dei finanziamenti, ciò che si spera porterà ad una diminuzione della corruzione amministrativa all'interno degli atenei, che negli anni scorsi era aumentata anche grazie alla possibilità di non rendere pubbliche le spese e i budget annuali. Un altro articolo della legge riguarda il plagio, un reato sul quale viene introdotta la responsabilità personale ed istituzionale e pene severe sia per i ricercatori che per i docenti che lo praticano.

Secondo Valentyna Kushnarenko, assistente di ricerca dell'Ontario Institute for Studies in Education (OISE/University of Toronto, Canada), "alle università la nuova legge crea le condizioni per rispondere più agilmente alle domande della globalizzazione. La motivazione al cambiamento esiste nella maggior parte degli stakeholders del sistema universitario ucraino, e questo è il fattore più importante per spingere avanti la trasformazione".

Klein ritiene che per combattere la corruzione nelle università sia necessario aumentare i salari ed applicare in senso più restrittivo le leggi. "L'Unione europea - conclude - può rafforzare questo processo stringendo legami più stretti con l'Ucraina, ad esempio istituendo ed intensificando i programmi di scambio di studenti e di docenti e affiancando il ministro nella formazione professionale e manageriale degli amministratori dell'università".

 


Manuela Borraccino
(3 novembre 2014)

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