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Scuola e Università, punti di riferimento per comuni e territorio
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Durante i lavori della Prima Giornata dell'Education, svoltasi a Roma presso la LUISS "Guido Carli" il 7 ottobre 2014, alla presenza del ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini, la Confindustria ha presentato il rapporto L'Education per la crescita. Le 100 proposte di Confindustria.

L'evento, fortemente voluto da Confindustria e dal Sole 24 Ore, prende le mosse dalla constatazione di una difficoltà oggettiva nel collegamento fra scuola e lavoro, elemento che non contribuisce a risollevare le sorti economiche del nostro Paese nel contesto della crisi generale che ci attanaglia da più di cinque anni. Così scrive Ivan Lo Bello, vice presidente Education di Confindustria, nella prefazione del rapporto: «In una società sempre più frammentata, scuola e università devono tornare a rappresentare un punto di riferimento per le comunità, le città e i territori. Non impenetrabili torri d'avorio chiuse al mondo industriale come alla società civile, ma piazze aperte e capaci di contenere le istanze di un'Italia che ha bisogno di riscoprire la propria vocazione produttiva e formativa per ripartire». Questo è il concetto di fondo che ha mosso tutti i relatori del convegno, tra cui Massimo Egidi - rettore della Luiss, Fabio Storchi - presidente di Federmeccanica, Patrizia Grieco - presidente ENEL, Stefano Paleari - presidente CRUI, Attilio Oliva - Centro per la ricerca e l'innovazione educativa dell'Ocse, il ministro Giannini e Giorgio Squinzi - presidente Confindustria.

Le 100 proposte di Confindustria sono orientate a rafforzare il legame scuola-lavoro e a ridurre le inefficienze del sistema. Si passa dalle affermazioni più generali (ridurre di un anno la durata del curriculum scolastico - da 13 a 12 anni - adeguandolo a quello dei più avanzati sistemi educativi europei; ridurre il numero di atenei generalisti e multilivello; impegnare il Governo a un'azione di monitoraggio intervenendo in caso di inadempienza delle Regioni; abolizione del valore legale del titolo di studio) a definizioni più concrete e alle sfide per il futuro (introdurre l'alternanza scuola-lavoro a tutti i livelli, rendendola obbligatoria negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici ed estenderla di un anno negli istituti professionali innalzando a 600 il monte ore dedicato da distribuire nel triennio; incentivare le esperienze lavorative durante gli studi universitari introducendo formule mirate come l'Erasmus in azienda; anticipare tirocini e praticantati durante i corsi universitari; favorire l'occupazione extra-accademica dei giovani che concludono percorsi di dottorato e accrescere il numero dei dottorati industriali; potenziare i servizi di placement con la digitalizzazione dei curricula e la creazione di una banca dati per le imprese).

L'interessamento di Confindustria verso il settore dell'istruzione avrà ricadute sicuramente positive: una presa di coscienza del fatto che senza un supporto e una riorganizzazione del settore educativo, la formazione dei cittadini e lavoratori di domani rimane sterile e non porta alcun giovamento né allo studente, né alla comunità territoriale di riferimento, né all'intera nazione.

 

Consulta la rassegna stampa dell'evento.

Guarda il video riassuntivo della giornata pubblicato da ENEL e da Confindustria.

 


Danilo Gentilozzi
(novembre 2014)

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