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Unione europea: l’impatto dei modelli di finanziamento pubblico e privato dell’istruzione superiore su studenti e istituzioni
 


Un'indagine per capire se e come i differenti modelli di finanziamento del sistema universitario possano influire sui comportamenti della popolazione studentesca e delle singole istituzioni: questo è il contenuto di "Do changes in cost-sharing have an impact on the behaviour of students and Higher Education Institutions", pubblicazione curata per la Commissione Europea dal DZHW (Deutsches Zentrum für Hochschul-und-Wissenschaftsforschung) e da HESA (Higher Education Strategy Associates).  

Pur non disponendo per tutti gli indicatori di dati statistici completi e comparabili, non sono emersi apprezzabili mutamenti sul comportamento di studenti e Atenei, a seguito delle modifiche al cost-sharing, inteso come bilanciamento tra finanziamenti pubblici e privati. Una necessità, attualizzata in tempi di crisi economica, per coniugare l'ampliamento dell'accesso all'istruzione superiore con la salvaguardia della qualità e di indesiderabili disuguaglianze nelle iscrizioni.

Dallo studio emerge che nei paesi dove i finanziamenti privati sono aumentati, non è significativamente calato l'apporto pubblico: sotto il puro profilo finanziario sono emersi scarsi risultati dall'aumento della tassazione universitaria, adottata in periodi diversi in Austria (2001), in Germania (2006/07) e nel Regno Unito (1998, 2006, 2012), che hanno bilanciato l'aumento della tassazione con maggiori benefici a favore degli studenti.

Non sempre l'accresciuto gettito delle tasse studentesche si è tradotto in un miglioramento dei servizi a loro riservati: molte istituzioni hanno preferito utilizzarlo a favore dell'ampliamento delle strutture, dell'accoglienza di altri studenti e per l'avanzamento della ricerca scientifica strategica.

Difficilmente le Istituzioni di istruzione superiore che ricevono maggiori introiti dagli utilizzatori privati diventano più responsabili nei loro confronti: si guarda più al risultato che alla formazione. In Finlandia circa l'80% della nuova popolazione universitaria si è indirizzata tra il 1995 e il 2000 verso una sorta di Politecnici (Ammattikorkeakoulu), più sensibili alle richieste del mondo del lavoro, come è avvenuto anche in Austria dove le Fachhochshulen, istituite sul modello tedesco, hanno assorbito oltre due terzi della nuova utenza. È cresciuta ulteriormente tale tipologia anche in Germania (+58%); al contrario, solo in Canada e nel Regno Unito vengono ancora preferite le Università tradizionali.

Gli effetti negativi dell'aumento delle tasse appaiono nel complesso minori del previsto, anche in considerazione del maggior numero di studenti che accede all'istruzione terziaria.

 



Maria Luisa Marino
(11 novembre 2014)

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