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48° Rapporto sulla situazione sociale del Paese
Censis
 


Il 48° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese evidenzia lo spreco del capitale umano soprattutto nel segmento giovanile della popolazione (i 15-34enni rappresentano il 50,9 % dei disoccupati totali) che si traduce troppo spesso in fenomeni di overeducation, ovvero lavori di livello inferiore agli studi compiuti. Un aspetto più trasversale di quanto ci si aspetti e abbastanza diffuso non solo tra i possessori di lauree considerate deboli sul mercato del lavoro (scienze sociali e umanistiche sono presenti nel 43,7% dei casi), ma anche tra i laureati in scienze economiche e statistiche (57,3%) e riguarda anche un ingegnere su tre. Soltanto il settore medico e infermieristico supera appena il 10% (13,9%).
Trova un’ulteriore conferma l’andamento decrescente dell’attrattività delle università (cfr. “Universitas” n. 133), che nel quinquennio 2008-13 hanno complessivamente registrato sia un calo di immatricolazioni (-13,6%) che di iscrizioni (-7,2%), pur se le risultanze numeriche appaiono territorialmente connotate: la contrazione non ha interessato gli atenei del Nord-Ovest, è più contenuta in quelli del Nord-Est (-2,3% iscritti e -5,9% immatricolati), ma è particolarmente significativa negli atenei del Sud (-11,6% iscritti e -22,5% immatricolati) e del Centro Italia (-12,1% iscritti e -18,3% immatricolati).
Tuttavia, si intravedono alcuni segnali incoraggianti:
·      il 22% dei giovani ha già avviato una start up o è intenzionato a farlo, esprimendo un rinato spirito di intraprendenza, che potrebbe essere più ampio se ci fossero maggiori sostegni;
·      i giovani sembrano disposti ad avviare percorsi professionali connessi alle nuove tecnologie e ad inserirsi in contesti aziendali operanti principalmente sul web;
·      è in atto un processo di ristrutturazione aziendale, che sta determinando la sostituzione di professionalità divenute obsolete ovvero facendo ricorso a nuove competenze più specialistiche: soprattutto ingegneri (figure prescelte dal 50,2% delle imprese) da inserire in funzioni produttive, di ricerca e sviluppo, ma anche gestionali e di controllo;
·      nell’arco degli ultimi sette anni è aumentata la diffusione dell’alternanza scuola-lavoro a livello di scuola secondaria superiore (dai 45.879 studenti nel 2006 ai 277.000 del 2012-13 pari al 9% di tale segmento formativo).
Occorre riacquistare fiducia nei valori della formazione e del merito, come avviene in altri Stati UE: da un confronto internazionale sui fattori ritenuti più importanti per avere successo nella vita, è emerso infatti che nel nostro Paese molti intervistati sono convinti che sia molto importante conoscere le persone giuste, avere fortuna e venire da una famiglia benestante piuttosto che essere capaci e avere una buona istruzione (51% in Italia, ma 66% in Francia, 82% in Germania e 73% nel Regno Unito).
Maria Luisa Marino
 
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