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A 30 mesi dalla laurea il 90% degli studenti ha un lavoro a tempo pieno e di buon livello
Paesi UE - Francia
 


La quinta Indagine ministeriale sull'inserimento professionale dei titolari di un titolo di istruzione superiore (Cinquième enquête sur les diplômés 2011 de DUT, licence professionnelle et master) evidenzia come l'università, che accoglie il 63% degli iscritti a corsi post-bac, sia ancora un valido trampolino di lancio per l'inserimento professionale, in quanto offre ai giovani laureati molte più chance di trovare un impiego rispetto a coloro che terminano gli studi a livelli inferiori.

Pubblicata il 7 gennaio 2015, all'immediata vigilia dell'inizio della complessa procedura di immatricolazione per l'a.a. 2015/16, la rilevazione mostra come il tasso di inserimento occupazionale - a 30 mesi dal conseguimento del titolo - sia risultato stabile per i laureati  e in aumento per i diplomati DUT (Diplôme universitaire de technologie), seppure con evidenti disparità tra settori disciplinari: per i titoli di secondo livello è occupato il 91% dei laureati in Diritto, Economia e Management, il 90% di quelli in Scienza, Tecnologia e Sanità, l'88% di quelli in Scienze umane e sociali, seguito dall'87% di Lettere, Lingue e Belle Arti.

Gli impieghi sono risultati per il 90% a tempo pieno e di buon livello: è occupato come quadro o in professioni intermedie l'87% dei laureati, il 71% dei titolari di licences professionnelles e il 58% di quelli DUT. Oltre la metà dei laureati (60%)  lavora in una azienda privata, il 20% ha un impiego pubblico, i rimanenti sono occupati in un'associazione. Il salario mensile medio è di €1.910 per i laureati impiegati a tempo pieno, addirittura superiore ai guadagni (€1.800) realizzati dai giovani in età 25/29 già inseriti in professioni similari.

La rilevazione registra altresì un aumento nel proseguimento o nella ripresa degli studi (fenomeno più significativo per le licences professionnelles), in parte addebitabile però al graduale aumento del tasso di disoccupazione giovanile, che spinge le nuove leve a migliorare la loro formazione prima di presentarsi sul mercato del lavoro.   

 

Luigi Moscarelli
(gennaio 2015)

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