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Più libertà di scelta agli atenei
Universitas 134
 


(Intervista a cura di Marialuisa Viglione)


L'università italiana ha bisogno di aprirsi al mondo.

Per essere al livello delle migliori università straniere c'è bisogno di confronto, di mettersi in gioco, di attrarre le migliori menti. Sono adeguate o controproducenti le norme, i vincoli burocratici, le continue riforme?
Massimo Egidi, ordinario di Economia politica e rettore della Luiss dal 2006, indica quella che secondo lui è la strada da percorrere. Esperto di governance universitaria, del rapporto ricerca-industria e di politiche europee per il trasferimento tecnologico e l'innovazione, dal 1996 al 2004 ha guidato l'Università di Trento.
 

D: In nome della valutazione e della trasparenza, l'università si è trasformata in un cantiere aperto delle riforme, stratificatesi senza soluzione di continuità. L'ipertrofia normativa affligge i nostri atenei e ne rallenta il processo di rinnovamento. Restituire slancio alla formazione universitaria è solo questione di autonomia o sarebbero necessari cambiamenti di sistema?

R: L'autonomia era stata introdotta dalla Riforma Berlinguer. Ma le università erano troppo immature per recepirla. Non controllavano le strutture di bilancio e non sono mai diventate "imprese" di ricerca, soggetti in competizione sul mercato della cultura. Abbiamo - tutti - reagito come burocrati, utilizzando le prerogative dell'autonomia in modo inadeguato, con conseguenze anche gravi in ambito finanziario.
Il Ministero si è difeso costruendo un marchingegno di norme e controlli dettagliati, dannosi alla ricerca e all'eccellenza. L'autonomia invece è necessaria, ma soltanto se c'è responsabilità e cioè capacità di gestire i bilanci pianificati, e risponderne in prima persona.
Anche perché oggi il pubblico non può più sostenere al 100% le università. Più che un cambiamento di sistema, serve un cambiamento di cultura, e un sapersi assumere le proprie responsabilità.

 
(...)

 

Continua a leggere l'intervista sul numero 134 della rivista Universitas.

 

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