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Germania: mobilità internazionale in aumento grazie al pieno riconoscimento dei titoli di studio
 


L'indagine Profildaten zur internationalität deutscher Hochshulen ha recentemente evidenziato un sostanziale aumento dei flussi di mobilità universitaria e, in generale, di tutte le esperienze di cooperazione con le altre istituzioni europee. Curato dal DAAD (German Academic Exchange Service) in collaborazione con la German Rektors' Conference (HRK) e l'Alexander von Humboldt Foundation (AvH) su incarico del Ministero Federale dell'Istruzione e della Ricerca (BMBP), lo studio mostra i risultati pratici delle oltre 31.000 collaborazioni internazionali attivate da 300 università tedesche nel 2014 con 5.000 istituzioni estere dislocate in 150 paesi.

Le università tecniche sono risultate le più attrattive (le immatricolazioni di studenti esteri sono passate dal 13% del 2006 al 29% del 2014), mentre le piccole Università e le Fachhochschulen (Università di Scienze applicate) si sono collocate nelle posizioni più basse dell'ideale classifica. In crescita l'attrattività tedesca di studenti USA (2.376 nell'a.a. 2012-2013, più presenti nelle Università di Berlino e del Baden-Württemberg) mentre una certa stagnazione di valori interessa gli studi dottorali post laurea, più o meno rimasti al livello del 2006.

L'aumento della mobilità è frutto anche del completo riconoscimento dei titoli accademici: nel 2013 il 69% (era il 41% nel 2007) dei richiedenti ha ottenuto il pieno riconoscimento degli studi all'estero e il 21% (era il 10% nel 2007) quello parziale. Un'attenzione particolare è dedicata allo sviluppo di singoli programmi di studio all'estero, come quelli del German-Russian Institute of Advanced Technologies (GRIAT), in grado di soddisfare la crescente richiesta di corsi di qualità da parte di studenti stranieri che preferiscono rimanere a casa piuttosto che diventare studenti internazionali. Non si devono poi dimenticare i 6.000 scienziati tedeschi che lavorano e fanno ricerca negli Stati Uniti, monitorati dal GAIN (German Academic International Network), l'apposita piattaforma di collaborazione transatlantica che ne favorisce anche il rientro in patria.

Questa ricca serie di iniziative denotano a chiare lettere come l'Aktionsplan Internationalisierung, il Piano Federale per l'internazionalizzazione universitaria, adottato il 12 aprile 2013 stia dando i suoi frutti, nella convinzione che le esperienze all'estero siano sempre più importanti nel mercato del lavoro e della scienza.

La strategia si propone di:
- ampliare ulteriormente la platea degli universitari tedeschi (attualmente pari al 30% della popolazione studentesca) che effettuano un'esperienza estera corrispondente ad almeno 3 mesi di durata o 15 ECTS;
- ospitare entro il 2020 almeno 350.000 studenti esteri.

Quest'ultimo obiettivo sembra facilmente raggiungibile, atteso che nell'a.a. 2013/14 le Università tedesche hanno già accolto 300.900 studenti stranieri, i quali hanno speso per il loro soggiorno in Germania circa 1,5 miliardi di euro, con un introito fiscale pari a €400 milioni.

 


Maria Luisa Marino
(19 febbraio 2015)

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