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Medicina: le principali innovazioni per le Scuole di specializzazione a partire dal 2014/2015
MIUR
 


Il Decreto Interministeriale n. 68 del 4 febbraio 2015, sottoscritto dal MIUR e dal Ministero della Salute, ha disposto il riordino delle Scuole di Specializzazione in Medicina, aggregate in Classi omogenee al fine di consentire una migliore utilizzazione delle risorse naturali, didattiche e assistenziali.

Queste le principali innovazioni contenute nel decreto.

Durata dei corsi di formazione: fatta eccezione per pochissime Scuole (Fisica medica, Chirurgia orale e Ortognatodonzia), la durata dei corsi subisce la riduzione media di un anno in quasi la metà dei percorsi formativi (30 su 55). In ogni caso non esisteranno più percorsi di studio di 6 anni (per diventare Chirurghi generali o neurochirurghi saranno sufficienti 5 anni) e le rimanenti formazioni specialistiche si articoleranno in 5, 4 e 3 anni.

Numero delle Scuole: viene ridotto da 61 a 55 per effetto di soppressioni (Odontoiatria Clinica generale e Medicina aeronautica e spaziale) e di accorpamenti (Medicina tropicale con Malattie infettive, Neurofisiologia con Neurologia, Chirurgia dell'Apparato digerente con Chirurgia generale, Biochimica clinica con Patologia Clinica e Tossicologia clinica con Farmacologia).

Attribuzione dei crediti formativi universitari: saranno complessivamente 180 i CFU per le Scuole triennali, 240 per quelle quadriennali e 300 per quelle quinquennali. A loro volta questi crediti sono distribuiti in questo modo: 5 alle attività di base finalizzate all'acquisizione di conoscenze generali; 5 alle attività affini, integrative e interdisciplinari; 5 ad altre attività (ad es. acquisizione abilità linguistiche, informatiche e relazionali); 5/10 per attività finalizzate alla prova finale (preparazione tesi) e i rimanenti attribuiti alle attività caratterizzanti. Almeno il 70% della formazione dovrà comunque essere dedicata allo svolgimento di attività professionalizzanti (tirocinio).

Ampliamento della rete formativa: il provvedimento rafforza l'integrazione tra il sistema sanitario e quello universitario e conseguentemente gli specializzandi potranno effettuare il loro percorso, oltre che nelle strutture universitarie, anche presso i presidi ospedalieri e le strutture territoriali del Servizio sanitario, dei quali sia stato rigorosamente accertato l'accreditamento secondo specifici parametri valutativi. L'obbligo è quello di riservare alle attività specificamente svolte dagli specializzandi almeno il 20% dell'attività annualmente svolta.

Gli specializzandi assumeranno una progressiva responsabilità durante il periodo di formazione, soprattutto nell'ultimo anno di corso. Durante l'intero percorso didattico gli specializzandi potranno svolgere attività presso istituzioni estere per una durata massima di 18 mesi.

Il provvedimento (art. 6) stabilisce che le università devono assicurare la conclusione dei corsi e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti previgenti, agli specializzandi già iscritti al momento delle necessarie modifiche al regolamento didattico di Ateneo, consentendo l'opzione per il nuovo ordinamento anche da parte degli iscritti ad anni di corso precedenti l'ultimo. In tale ottica, dal 16 febbraio 2015 (circolare MIUR n. 2131 del 12/2/2015) sono state avviate le relative procedure informatizzate per adeguare i nuovi Ordinamenti didattici 2014/2015.

 


Luigi Moscarelli
(febbraio 2015)

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