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Educare alla cittadinanza, al lavoro ed all’innovazione. Il modello tedesco e proposte per l’Italia
Associazione Treellle, Fondazione Rocca
 


Può sembrare teorico e idealista il titolo di questa pubblicazione di una ricerca della Fondazione Rocca e dell’Associazione Treellle; al contrario, i suoi contenuti sono analitici e pratici, gli argomenti si convertono in confronti e i modelli esterni in proposte concrete per l’Italia, per capire perché e come (dovrebbe) cambiare e innovarsi il nostro sistema educativo, mettendo a fuoco il tema dell’istruzione a vocazione professionale e dei rapporti con il mondo del lavoro e della ricerca applicata. S’intende cioè indicare un moderno sistema formativo nazionale aderente alla realtà ed eticamente fondato sull’imprescindibile e stretta collaborazione civile regolamentata tra istituzioni di istruzione e mondo economico-aziendale.
Le tante proposte sull’Education, sull’apprendistato e sulla ricerca pubblica, elencate al termine di ciascun capitolo con precisione esplicativa – come un manuale di istruzioni per l’uso di un apparecchio complesso e interagente con altri sistemi – sono il risultato  del lavoro di un gruppo di esperti internazionali coordinato dal presidente dell’Associazione Treellle, Attilio Oliva, società che ha per scopo l’apprendimento permanente (Life Long Learning) e la qualità dell’Education.
 
In Italia, secondo Giampaolo Galli – docente alla Bocconi e già direttore di Confindustria, che ha scritto la Postfazione – il rapporto tra scuola (di ogni grado) e lavoro è stato “fortemente influenzato dall’idealismo crociano”. Di conseguenza si è sviluppata un’istruzione lontana dal mondo dei mestieri, che ha svalutato e svuotato gli istituti tecnici e professionali. Ne è recente conferma l’insuccesso dell’offerta formativa d’Istruzione Tecnica Superiore (ITS) istituita nel nostro paese dal 2008, che dovrebbe assicurare tecnici qualificati a livello post secondario, ma che non si è affatto diffusa quanto era auspicabile: attualmente conta poco più di 260 corsi e 7.000 iscritti, ovvero una percentuale irrilevante (0,65%) rispetto ad oltre 1 milione di studenti iscritti ai corsi di laurea di primo livello (dati Anvur 2013). Anche i corsi universitari triennali introdotti in tutta Europa con la riforma universitaria del 3+2 tra il 1999 e il 2004 in Italia hanno finito per ridurre la loro portata professionalizzante per il modo in cui sono stati interpretati e attuati, tant’è che per raggiungere la completezza formativa più del 50% degli studenti prosegue nella laurea di secondo livello, riducendo la laurea triennale a una tappa propedeutica al Master. Di fatto, terminata l’istruzione superiore secondaria, la scelta per chi vuole proseguire gli studi in Italia è limitata a quella universitaria.
 
Spesso la Germania è considerata un esempio di successo in vari campi. Partendo dal presupposto che «ogni Paese ha la propria tradizione educativa, che non può e non dovrebbe essere semplicemente abbandonata, anche nel contesto di un’Europa unita», questa ricerca spiega come uno dei fattori più rilevanti della salute e dello sviluppo della società tedesca sia stato negli ultimi 40 anni, e sia tutt’ora, il suo sistema formativo (un modello che, tuttavia, non è applicabile all’Italia). In Germania il sistema educativo differenziato offre non solo diversi livelli di istruzione, ma anche percorsi articolati con passaggi dallo studio all’applicazione pratica. Il ciclo intermedio (scuola media) introduceun sistema cosiddetto “duale”, che prevede due luoghi atti al trasferimento del sapere e delle competenze: la scuola professionale e l’azienda (apprendistato).
A questo tema il volume dedica consistente spazio, evidenziando le differenze con l’Italia e ponendolo come «perno del rapporto tra educazione ed economia» in Germania. Ma è a livello terziario che si apre una grande quantità di offerte formative, sia a carattere umanistico-scientifico sia a carattere tecnico-professionale. Oltre all’università organizzata in 3 cicli che portano al conseguimento dei titoli di Bachelor, Master e PhD, vi sono altre 6 opzioni formative, tra cui le Fachhochschulen e le Berufsakademien, entrambe altamente professionalizzanti. Queste ultime, in particolare, sono strettamente collegate alle istituzioni federali e regionali e ai rappresentanti del mondo del lavoro (associazioni, imprese, organizzazioni sindacali, autorità garanti del lavoro, etc.). In Germania, inoltre, i progetti di Ricerca & Sviluppo sono allineati alle richieste della società e del mondo economico – che li sostiene massicciamente.
Questa collaborazione funziona in Germania principalmente per due motivi: uno politico (la stabilità del sistema di governance e il generale consenso-fiducia sulle regole e i poteri di garanzia della Repubblica Federale Tedesca) e uno culturale (l’impegno etico-culturale delle parti sociali economiche per una formazione di qualità dei giovani, futuri cittadini e lavoratori).  
Antonella Soave
 
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