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Sapienza di Roma, primo ateneo green a favore della sostenibilità
 


Sapienza Università di Roma si candida a diventare l'Ateneo più grande d'Europa a dimensione green

È l'obiettivo ambizioso al quale docenti, ricercatori e rappresentanti della governance universitaria hanno individuato come sfida e grande opportunità per il futuro,
durante l'incontro "Sapienza Zero: proposte e percorsi per trasformare l'Ateneo più grande d'Europa a dimensione Green" (18 febbraio 2015) promosso presso l'Ateneo romano dalla Federazione Cisl Roma e Lazio. Se la parola d'ordine è sostenibilità – è il messaggio emerso dal convegno – occorre avviare un confronto con la governance universitaria per attuare strategie di integrazione dei principi di sostenibilità di tutte le aree di attività, impegnandosi a lavorare su un progetto comune.

Carlo Blasi, delegato del rettore per le politiche ambientali, ha sottolineato l'importanza della mappatura cartografica degli ecosistemi, ricordano che l'Italia, in ambito europeo, vanta una cartografia di maggior dettaglio – e quindi di maggior qualità per le comparazioni – rispetto agli altri paesi europei. Un aspetto, questo, che va letto anche come anello di congiunzione con l'EXPO 2015, poiché consente di avere una mappatura delle eco-regioni, con la distinzione fra boschi e foreste e la connessa capacità di assorbimento di Co2. 

Anche l'attenzione sul verde metropolitano è un aspetto di grandissimo interesse. «Roma ha 10 mila ettari di terreno agricolo dentro il raccordo anulare» ha affermato Blasi, suggerendo l'opportunità  di valorizzare l'infrastruttura  verde del quartiere universitario. «Invito docenti e studenti a promuovere un bel pacchetto di tesi su questo tema, con tutoraggio integrato tra più facoltà». È stato più volte sottolineato il fatto che nel green e nelle rinnovabili si annidano  le opportunità di lavoro più concrete nell'immediato futuro. «Se interpretate correttamente, green e rinnovabili offriranno una gamma incredibile di possibilità di lavoro», ha ribadito Livio de Santoli,
delegato del rettore per l'Edilizia e le politiche energetiche, ricordando come Sapienza abbia curato e stia curando tuttora l'aspetto della sostenibilità energetica al Padiglione Italia dell'Expo. Secondo de Santoli, «il nostro futuro deve avere le radici nel passato», ma le energie rinnovabili devono essere declinate correttamente.

È quello che Sapienza sta cercando di fare, recependo le tre recentissime direttive europee che indicano gli obblighi per interventi di riqualificazione ed efficienza energetica da assolvere per legge. «Sapienza ha 2 milioni di metri cubi di edifici. Rappresenta il 15% dell'intero patrimonio universitario e il 15% del patrimonio pubblico di Roma. La pubblica amministrazione per legge è obbligata a riqualificare il 3% annuo del proprio patrimonio, per l'efficienza energetica e per l'alimentazione da rinnovabili. Tutto ciò può innescare un forte impatto sul sistema produttivo ed economico, pari a centinaia di milioni di euro, con un riverbero sulle professioni green e sull'occupazione». Tuttavia, resta il nodo dei ritardi della pubblica amministrazione. «Qualche mese fa – ha ricordato de Santoli – abbiamo inaugurato una centrale termica che garantisce piena autonomia energetica alla Sapienza. Ci sono voluti otto mesi per fare il passaggio amministrativo del contratto da una parte all'altra di Viale Regina Margherita, a Roma (dove ha sede la centrale dell'Università, ndr)».

 

Guarda la breve intervista a Livio de Santoli pubblicata sul canale YouTube della rivista Universitas.

 

Fabrizia Flavia Sernia
(26 febbraio 2015)

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