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Il ruolo dei genitori nella scelta universitaria “consapevole” dei figli
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Per il quarto anno consecutivo l'Università di Milano Bicocca ha organizzato un'iniziativa di orientamento interamente dedicata ai genitori (28/02/2015: "Se il futuro non è più quello di una volta: il ruolo dei genitori quando i figli si iscrivono all'università"). Con l'occasione sono stati presentati i primi risultati di una ricerca condotta dall'ateneo milanese in collaborazione con le università di Sassari, Padova e Pavia, dal titolo "Il futuro dei nostri figli - Essere genitori oggi". Elisabetta Camussi, coordinatrice della ricerca nazionale nonché docente di Psicologia Sociale all'Università di Milano Bicocca e presidente della Rete dei Servizi di Orientamento di Ateneo, ha risposto ad alcune domande per Universitas.


L'Università di Milano-Bicocca propone ormai da qualche anno una giornata di orientamento per genitori. Come nasce questa idea?
L'iniziativa è nata dall'osservazione di un fenomeno emergente nell'ultimo quinquennio: la presenza crescente dei genitori - con i figli o al loro posto - alle iniziative di Orientamento e presso i Servizi della Rete di Ateneo. Abbiamo, così, avviato attività di ricerca e proposto ogni anno un incontro formativo dedicato esclusivamente ai genitori, per confrontarci sulle ragioni del loro comportamento e insieme fornire indicazioni su come affiancare positivamente, senza sostituirsi a loro, le scelte dei figli e delle figlie: a quello dello scorso 28 febbraio hanno partecipato circa in 300.
 

Quanto e come i genitori influenzano i figli nella scelta del percorso di studi da intraprendere all'università?
Nella letteratura scientifica, carente di ricerche condotte in Italia, il ruolo dei genitori nella scelta e nella prosecuzione dell'università risulta centrale: come è intuibile, genitori che sostengono attivamente i figli favoriscono il loro successo accademico e il consolidarsi della fiducia in se stessi. Contemporaneamente, se il coinvolgimento dei famigliari si tramuta in forte predilezione verso scelte di formazione ritenute le uniche accettabili (tradizionali come medicina e/o economia) a prescindere dai desideri dei figli, o l'incoraggiamento nasconde in realtà pesanti richieste di successo, l'influenza dei genitori da preziosa diventa assai dannosa.

 
Quali sono gli effetti positivi e negativi che ricadono sui figli in presenza di genitori molto "attenti" al loro futuro?
Se, nelle ricerche classiche, i genitori possono influenzare lo sviluppo psicosociale e cognitivo dei figli, favorire il completamento delle loro carriere di studio o, al contrario, ostacolarne le aspirazioni, le ricerche più recenti, come quella che stiamo conducendo in Università Bicocca, propongono un cambio di prospettiva: assumendo l'approccio del Life Design (Savickas et alii., 2009), si concentrano su variabili come l'Ottimismo, la Fiducia nel futuro e la Soddisfazione di vita dei genitori. Se infatti l'epoca contemporanea è definita "società del rischio" (Beck, 1986) e possiamo dire con Paul Valery che «il futuro non è più quello di una volta», diventa importante comprendere quali caratteristiche dei genitori, al di là di quelle socio-anagrafiche - influiscano sulla capacità dei figli di affrontare e sostenere la complessità e l'incertezza che caratterizzano il contesto sociale e professionale nel quale viviamo.

 
In che cosa consiste la "soddisfazione nella propria vita" per i genitori nei confronti dei figli e per i figli nei confronti di se stessi?
I primi risultati delle nostre ricerche, condotte su genitori e figli/e mostrano che, in media, non sono le variabili socio-anagrafiche come il reddito, il titolo di studio e l'etnia di appartenenza a favorire o meno la capacità positiva di pensare al proprio futuro in termini progettuali, quanto caratteristiche meno immediatamente evidenti, quali la Soddisfazione per la propria vita e la Resilienza. Sono definibili come quelle capacità con cui le persone fanno fronte agli eventi della propria vita personale e professionale e riescono a dare senso alle esperienze, talora anche negative che la caratterizzano, senza rimanerne annichiliti. E' questo insieme di caratteristiche, quando presente nei genitori, a rivelarsi molto utile e predittivo della possibilità dei figli di proiettarsi senza troppa paura in un futuro anche incerto, con fiducia nella propria Agency e Adaptability.

 
Quale consiglio darebbe a studenti e relativi genitori per vivere senza eccessivi traumi la scelta universitaria?
Occorre accettare l'incertezza e la complessità che caratterizzano la contemporaneità, rinunciando all'idea, rassicurante ma poco realistica, che esista 'la scelta giusta', ossia quella che garantirebbe la linearità tra il percorso formativo e la collocazione nel mercato del lavoro, assicurando la soddisfazione economica e insieme la realizzazione personale. Occorrono genitori che siano disponibili a supportare processi di scelta responsabili e consapevoli ma che si giocano nell'incertezza delle traiettorie di vita, sostenendo nei figli e nelle figlie sentimenti come l'ottimismo (non generico ed irrealistico) e la speranza (come fiducia in ciò che non è ancora accaduto).

 
 
Intervista a cura di Danilo Gentilozzi
(30 marzo 2015)

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