• Studenti di successo
  • Dossier sul Diritto allo studio
  • Camerino, il futuro non crolla
  • Da Expo 2015 a Human Technopole
  • Proteste negli atenei turchi
  • I laureati per una società migliore
NOTIZIE DALL'ITALIA
31/12/2016
Università: approvato il nuovo decreto “Ava” che istituisce le lauree professionali
01/12/2016
ITWIIN 2016 premia l'invenzione e l'innovazione femminili
30/11/2016
Rapporto Svimez 2016: un MIT del Mezzogiorno per contrastare l’impoverimento culturale del Sud Italia
15/11/2016
Le potenzialità dell’e-learning e le sfide per la modernizzazione delle università europee
14/11/2016
Università: le riserve del Consiglio di Stato sulle cattedre Natta
20/10/2016
Riparte a Bologna il Master in Editoria voluto da Umberto Eco
Leggi tutte le notizie dall'Italia
NOTIZIE DALL'ESTERO
13/12/2016
Unione europea: nuove iniziative lanciate dalla Commissione contro la disoccupazione giovanile
12/12/2016
Unione europea: nominato il comitato di alto livello per la scienza e la tecnologia
16/11/2016
Francia: in aumento le iscrizioni nelle cinque università cattoliche
14/11/2016
Call Erasmus+ per il 2017: bilancio totale di oltre due miliardi di euro
27/10/2016
America Latina: verso uno spazio dell’istruzione superiore ibero-americano
26/10/2016
Russia: freno allo sviluppo del sistema universitario, sospeso il Progetto 5-100
Leggi tutte le notizie dall'estero
Cimea
Cimea
Sito 
segnalato da Freeonline.it
Strage di Garissa: il cordoglio del mondo universitario e culturale
Attualità
 


L'attacco del 2 aprile 2015 al College di Garissa in Kenya è l'ennesimo episodio di un'offensiva estremista di marca jihadista contro scuole e università, sviluppata negli ultimi mesi in Nigeria dal gruppo Boko Haram e in Pakistan dai talebani. Le modalità feroci dell'esecuzione di 147 studenti e del ferimento di molti altri hanno scosso l'opinione pubblica mondiale, sia perché perpetrata su giovani inermi in una istituzione votata alla loro crescita professionale, sia perché sono stati colpiti volutamente quelli di fede cristiana. L'uccisione immediata degli studenti cristiani è stata confermata da Collins Wetangula, dirigente dell'Unione degli studenti, salvato dai militari keniani sopravvenuti.

Si è scritto dell'ennesimo martirio di cristiani ("siamo di fronte ad un attacco sistematico e non sporadico nei loro confronti") e hanno trovato un'eco sincera gli appelli a respingere l'atteggiamento d'indifferenza denunciato con tono fermo e accorato da Papa Francesco di fronte al ripetersi di questi terribili eventi, interpretati dai più come una strumentalizzazione della religione per fini eversivi piuttosto che come una guerra di religione.

Altri hanno messo in relazione quanto accaduto con la situazione d'instabilità della Somalia e con la reazione del Kenya che aveva invaso quel paese nell'ottobre del 2011, con il sostegno degli Stati Uniti e dell'Unione Africana, per espellere le bande di Al-Shabaab autrici di ben 116 attacchi sul suo territorio negli ultimi tre anni.

Il coinvolgimento dell'ambiente universitario ha trovato espressione nella condanna dell'atto terroristico da parte dell'EUA (Associazione europea delle università) in nome delle 850 istituzioni che rappresenta. Juan Carlos De Martin, docente al Politecnico di Torino, si è fatto interprete del comune senso di cordoglio quando ha scritto (La Stampa del 4 aprile) che "gli studenti stroncati in Kenya nei dormitori e nelle aule del Garissa University College sono anche nostri perché fratelli del milione e settecentomila universitari italiani: avevano, infatti, le loro stesse aspettative, il loro stesso desiderio di imparare e di diventare cittadini consapevoli e attivi". E lo scrittore Paolo Giordano (Il Corriere della Sera dello stesso giorno) invitava "a riconoscere noi stessi nella fotografia pubblicata dai media di tutto il mondo dei corpi uccisi degli studenti di Garissa: quei ragazzi sono stati trucidati perché ci assomigliavano, perché cristiani e attratti dalla stessa cultura universale sulla quale si fonda ogni nostro atto quotidiano. Il loro peccato imperdonabile era di essere come noi".

Garissa è a 380 km da Nairobi e 200 dalla Somalia. L'Università è l'unica istituzione di HE nella regione, con 75 docenti per 850 studenti: sorta come college di formazione per gli insegnanti, aveva ottenuto nel 2011 il rango di Università. Dopo l'attentato l'università è stata chiusa a tempo indefinito e gli studenti superstiti sono stati trasferiti in altro ateneo.

Commovente il ricordo su Twitter. Pochi giorni dopo l'attentato è stato pubblicato l'hashtag #147notjustanumber che ha spopolato ed è stato ripreso da molte persone in messaggi di solidarietà al popolo del Kenya. Presto verrà pubblicato il sito web "You are not forgotten", un database in ricordo di tutte le vittime di attacchi violenti, anche oltre Garissa.

L'EUA (European University Association), a distanza di tre settimane dall'accaduto, ha proposto di osservare un minuto di silenzio alle ore 12 del giorno 27 aprile 2015, in ricordo delle vittime di Garissa. La CRUI ha aderito subito all'iniziativa. Nel documento di adesione la CRUI ribadisce la convinzione che "qualsasi atto di violenza o attacco all'istruzione è in contrasto con i valori di tolleranza, libertà di pensiero e di espressione".

 

Sergio Paleana
(aprile 2015)

Idee di Università
Universitas Reviews
Iscriviti alla newsletter
QUADERNI
31. Capaci e meritevoli. Il diritto allo studio universitario in Italia e in Europa
Cimea
Universitas per iPhone e iPad
In merito al talento
Tag
Più valore al futuro
 
 
 
Viale XXI Aprile 36, 00162 Roma - universitas@fondazionerui.it - rivistauniversitas.it
CODICE ISSN: 2283-9119

Web Consulting: ATG