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Francia: tasse più alte agli studenti internazionali per migliorare qualità e attrattività del sistema universitario
 


Un piano di riforma che, attraverso il reinvestimento di una maggiore tassazione degli studenti internazionali non UE, ponga al centro la qualità dell'istruzione superiore, favorendo l'attrattività: queste le proposte contenute all'interno del rapporto Investir dans l'Internationalisation de l'Enseignement Supérieur, redatto da Stratégie de la France.

Secondo i dati UNESCO la Francia, pur avendo occupato nel 2012 la terza posizione nell'accoglienza degli studenti esteri (271.000 unità pari al 6,8% della mobilità mondiale globale),  avverte la necessità di adottare strategie innovative per mantenere la sua quota di mercato in un ambito globalizzato sempre più competitivo e guidato dal migliorato tenore di vita nei Paesi emergenti.

A livello mondiale si avverte infatti una progressiva decrescita della quota di studenti internazionali nelle istituzioni universitarie: negli USA è scesa dal 20,8% del 2005 al 18,55 del 2010; nello stesso quinquennio, nel Regno Unito dall'11,2% del 2005 al 10,7% del 2010; in Francia dall'8,4% del 2005 al 6,8% del 2010; in Germania dal 9,2% del 2005 al 5,2% del 2010; in Italia dal 2,3% del 2005 all'1,9% del 2010; in Australia dal 6,3% del 2005 al 6,2% del 2010. Tendenze opposte solo in Russia (dal 3,2% del 2005 al 4,3% del 2010) e Cina (dall'1,8% al 2,2%).

La provenienza geografica del nuovo flusso di mobilità, potrebbe invece tradursi, ad avviso dei ricercatori, in un approccio vantaggioso per il sistema universitario francese, già caratterizzato dalla peculiarità di una forte presenza di studenti internazionali non europei (in particolare dall'Africa) e da un'ampia rete di istruzione primaria e secondaria nel mondo francofono, maggiormente interessato a proseguire la formazione universitaria senza utilizzare differenti lingue.

Per acquisire maggiori risorse da destinare alle tecnologie didattiche e alle collaborazioni di ricerca in grado di promuovere l'eccellenze, il Rapporto propone che venga introdotto il principio secondo cui gli studenti non UE debbano pagare integralmente il costo dei loro studi all'estero (fatta eccezione a livello di dottorato). Si stima che il diverso sistema di tassazione proposto potrebbe originare un maggior reddito annuo di circa €850 milioni. Questo importo ulteriore dovrebbe piuttosto essere impiegato per migliorare qualità ed equità dell'istruzione superiore francese, innescando un meccanismo virtuoso, che la renda più competitiva e attrattiva. Un reinvestimento cruciale anche per ridurre gli effetti negativi a breve e a medio termine, possibile causa di un calo numerico della popolazione studentesca migrante immediatamente dopo l'introduzione della riforma, come si è verificato nei Paesi che hanno già attuato questo tipo di strategia (Regno Unito, Danimarca e Svezia).


 

Maria Luisa Marino
(21 aprile 2015)

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