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Strategie e tendenze dell’istruzione superiore per i membri del Parlamento
Unione europea
 


Una pubblicazione espressamente indirizzata ai membri e allo staff del Parlamento europeo recentemente eletto, per descrivere loro le strategie politiche e le tendenze in atto nei sistemi universitari degli Stati membri: è il Rapporto "Higher Education in the EU. Approaches, issues and trends", che si focalizza sulla riconosciuta importanza dell'istruzione superiore per la crescita economica e il benessere sociale e, in tale ottica, inquadra risultati e sfide in una comparazione internazionale con gli Stati Uniti.
 
L'efficienza e la qualità dell'insegnamento universitario sono divenuti un segnale forte della capacità di un Paese nel preparare il proprio sviluppo economico futuro, al punto che è sempre più generalizzata la gara a livello mondiale per accaparrarsi i migliori talenti. Gli USA da soli attraggono il 17% degli studenti internazionali, e anche l'Unione europea è un'area geografica abbastanza ambita (Regno Unito 13%, Francia 6%, Germania 6%) per effetto sia della tassazione universitaria inferiore a quella statunitense che delle crescenti attività di internazionalizzazione accademica. Nuovi attori stanno apparendo sullo scenario dell'attrattività globale (Canada 5%, Giappone 4%, Federazione Russa 4%, Spagna 2%), interessati ad ospitare una grossa fetta degli studenti in mobilità, che sono peraltro divenuti un'importante risorsa finanziaria.

A decorrere dal 2008, molti Governi europei hanno operato sensibili tagli negli stanziamenti pubblici, indispensabili per mantenere la competitività del sistema: significative riduzioni (tra 1 e 10%) hanno riguardato Croazia, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Grecia, Ungheria, Lituania e Regno Unito. L'Italia - che già prima del 2008 destinava al settore lo 0,8% del PIL rispetto alla media UE dell'1,23%, nel 2012 si è piazzata al penultimo posto dell'ideale graduatoria (seguita solo dalla Slovacchia) a causa della riduzione superiore al 10% delle assegnazioni di bilancio. Al contrario, Germania e Svezia hanno aumentato i fondi in misura superiore al 10% mentre Francia, Paesi Bassi, Austria e Belgio (comunità francese) hanno registrato una crescita più contenuta tra l'1% e il 10%.

Con la crescita dei flussi di mobilità, la trasparenza e il riconoscimento delle nozioni acquisite diventano sempre più una priorità assoluta per competere in un ambito, che sostanzialmente offre gli stessi servizi: insegnamento e ricerca. Non piccole e non poche differenze contraddistinguono peraltro la contrapposta visione degli obiettivi assegnati all'istruzione superiore dal sistema statunitense (più strettamente orientato al lavoro) rispetto a quello europeo (maggiormente focalizzato sulla crescita e sulla soddisfazione individuale). Nell'Unione europea le strategie politiche, i contenuti e l'organizzazione in campo formativo sono competenza dei singoli Stati membri, ma questa va esercitata nel rispetto dei principi e della legislazione centrale, che sta intensificando gli sforzi per fornire una valida risposta ai bisogni crescenti della popolazione studentesca con positivi risvolti per l'intera comunità.

Processo di Bologna, Programma Erasmus+, ECTS (European Credit Transfer System), U-Multirank sono diventati strumenti irrinunciabili della Strategia Europa 2020 per la concreta realizzazione dello Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore. Si stima che una futura, saggia combinazione tra i sistemi tradizionali di insegnamento e quelli connessi all'applicazione delle nuove tecnologie (Open educational resources e MOOC) favorirà un accresciuto accesso all'istruzione superiore e renderà più flessibili i tempi di apprendimento.  



Maria Luisa Marino
(maggio 2015) 
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