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L'università attrae solo i diplomati più bravi
Statistiche MIUR
 


Il Focus del MIUR "Gli immatricolati nell'anno accademico 2014/15", pubblicato a maggio 2015, utilizza dati dell'Anagrafe Studenti e Laureati ed offre un'analisi dei più recenti fenomeni legati all'immatricolazione.

L'indagine è suddivisa in tre paragrafi.

Nel primo si analizzano le immatricolazioni a corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico dell'anno accademico appena conclusosi. Complessivamente sono state 265.500, in lieve calo rispetto all'anno accademico precedente, anche a causa delle ampliate possibilità di scelta di percorsi alternativi per la formazione terziaria (Istituti Tecnici Superiori, Istituti di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica). Cresce però il numero di giovani che iniziano gli studi subito dopo la maturità: il 71,4% delle ragazze e il 66,1% dei colleghi in età non superiore ai 19 anni, più numerosi nell'area geografica del Nord Ovest (52,5%) e meno presenti nelle Isole (42,3%). Si manifesta una maggiore attrattività dell'area scientifica per i maschi (49%) e dell'area sociale per le studentesse (35%), che comunque prevalgono in tutte le altre aree disciplinari e sono le più interessate a proseguire gli studi superiori. Resta peraltro confermato che più è alto il voto di maturità e più aumenta la propensione all'immatricolazione, elevata per i liceali (l'84,4% del classico e l'81,4% dello scientifico) e appena sopra la soglia del 10% per i diplomati dell'Istituto professionale. Gli immatricolati con cittadinanza non italiana più rappresentati sono gli studenti provenienti dalla Romania (14,6%), dall'Albania (13,6%) e dalla Cina (9,0%), seguiti nell'ordine dall'Ucraina (4,5%) e dalla Moldavia (4,2%).

Nel secondo vengono analizzate le scelte dei giovani diplomati 2014 per la prosecuzione degli studi universitari, che risultano influenzate dal voto all'esame di Stato e dalla tipologia della maturità conseguita: area giuridica (19,4%) e area letteraria per i diplomati del liceo classico; area ingegneria (22,4%), area economico-statistica (14,5%) e area medica per quelli del liceo scientifico. Il 31,9% dei provenienti dal liceo linguistico prosegue gli studi nella stessa area, mentre quelli con maturità socio psico-pedagogica prediligono l'area dell'insegnamento. La maggior parte sceglie Atenei della stessa area geografica dell'Istituto scolastico frequentato; solo nel Sud e nelle Isole un immatricolato su 4 sceglie Atenei del Centro o del Nord Italia, mentre la mobilità più elevata dei fuori Regione interessa Valle d'Aosta, Basilicata e Molise a causa della più limitata offerta formativa.

Il terzo paragrafo offre il contributo più originale: la ricostruzione del percorso universitario dei diplomati dell'anno scolastico 2009-2010 (420.500 unità delle quali solo il 54,4% iniziò gli studi superiori), nei successivi 3 anni fino al conseguimento della laurea di primo livello, un arco temporale abbastanza lungo per valutarne il successo formativo (abbandoni, passaggio ad altri corsi, regolarità del percorso ecc.). Dopo un anno dall'ingresso nel sistema universitario l'11,2% degli immatricolati ha abbandonato: migliore è la votazione della maturità, minore è la propensione all'abbandono, meno elevata nei corsi a ciclo unico rispetto a quelli di primo ciclo e nelle Università ubicate al Nord piuttosto che al Sud e nelle Isole. Nello stesso arco temporale - che si conferma il più delicato per l'intera carriera universitaria - è stato registrato un decremento numerico in 3 aree disciplinari su 4, fenomeno parzialmente addebitabile alla migrazione, a partire dal 2° anno accademico, degli studenti interessati ai corsi a numero programmato (specialmente Medicina), che non riuscendo inizialmente a superare le prove di ingresso, si iscrivono provvisoriamente ad altri corsi parzialmente riconoscibili in attesa di centrare l'obiettivo. A tre anni dall'inizio degli studi il 32% ha regolarmente acquisito il titolo, il 17% è regolarmente iscritto a corsi di studio a ciclo unico, il 36% è iscritto fuori corso ad una laurea triennale e il 15% ha abbandonato gli studi. L'area sociale (34,6%) primeggia per il numero di laureati, mentre l'area sanitaria e quella umanistica per i voti alti dei laureati.

 


Maria Luisa Marino
(settembre 2015)

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