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ESU: l’attuazione del Processo di Bologna dal punto di vista degli studenti
 


L'ESU - European Students' Union ha pubblicato il rapporto "Bologna with Student Eyes: Time to meet the expectations from 1999", che analizza lo stato attuativo del Processo di Bologna e la realizzazione dell'EHEA - European Higher Education Area. Basato sulle risposte fornite da 38 organismi sindacali nazionali, l'indagine focalizza - come nelle cinque edizioni  precedenti - alcuni aspetti specifici e solleva preoccupazioni su ritardi e diseguaglianze applicative che rischiano di far divenire obsoleto e inefficace l'intero processo di armonizzazione dei 47 sistemi universitari firmatari della Dichiarazione di Bologna (19-06-1999).

Partecipazione studentesca

La centralità del ruolo di tale componente è stata più volte ribadita nel corso dell'ultimo decennio, dal Comunicato di Praga del 2001 alla Conferenza ministeriale del 2009 a Lovanio. Secondo l'ESU, però, nonostante sia espressamente prevista dalla legislazione della maggior parte dei Paesi firmatari, la sua concreta applicazione è ancora troppo diversificata in base al Paese di riferimento e non sempre consente l'esercizio di effettivi poteri decisionali. Positivi miglioramenti hanno riguardato la possibilità che i rappresentanti degli studenti facciano sentire la loro voce su programmi, scelte curriculari, metodologie didattiche e sistemi di valutazione, ancora piuttosto tradizionali.

Dimensione sociale

Pur essendo l'elemento cruciale per far sì che il corpo studentesco rifletta tutte le diverse componenti sociali, purtroppo non rappresenta ancora una priorità in ben otto Paesi (Bulgaria, Croazia, Estonia, Ungheria, Malta, Portogallo, Slovenia e Regno Unito). Generalmente gli studenti con difficoltà socio-economiche o di salute ricevono comunque una maggiore protezione, ma soltanto sette Stati concedono facilitazioni a studenti di età superiore ai 25 anni e poco di più agli immigrati e agli studenti con figli a carico. La generalizzata crisi finanziaria ha appesantito il fardello finanziario di tutta la componente studentesca, aggravato dai ridotti finanziamenti pubblici e dai diminuiti aiuti per il diritto allo studio.

Valutazione della qualità

È ormai il fattore ritenuto indispensabile per instaurare il clima di reciproca fiducia tra i partner, necessario per offrire un'istruzione di qualità adeguatamente trasparente e comparabile. Finora, però, soltanto 3 Paesi (Armenia, Lituania e Regno Unito) consentono a una rappresentanza seppur minima degli studenti di presiedere o fungere da segretari in Comitati di valutazione esterna per la valutazione sulla qualità degli insegnamenti.

Riconoscimento dei titoli

Benché quasi tutti i Paesi abbiano adottato riforme strutturali per l'attuazione del sistema in tre cicli, le procedure di riconoscimento dei titoli di studio restano ancora una grande sfida da affrontare con decisione. Tali procedure rimangono, infatti, troppo spesso di difficile comprensione per mancanza di adeguata informazione sul valore da attribuire ai singoli percorsi formativi. Il riconoscimento automatico dei titoli non è ancora pienamente attuato; il Diploma Supplement è poco garantito e, di conseguenza,  il riconoscimento generalmente richiede troppo spesso una procedura lunga e difficoltosa. Questo è il motivo principale del forte ostacolo all'auspicata realizzazione dell'European Higher Education Area, che, ad oltre 15 anni dall'avvio del Processo di Bologna, sembra ancora in piena fase di realizzazione.

 

Luigi Moscarelli
(11 settembre 2015)


(Fonte: University World News - 10 luglio 2015, European student union's warning over Bologna dream)


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