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segnalato da Freeonline.it
La Business School della LUISS ottiene la certificazione EQUIS
 


Per le istituzioni di alta formazione, la certificazione EQUIS (European Quality Improvement System) sottintende un riconoscimento formale della qualità generale della propria offerta formativa nel settore Business e Management. La Business School della LUISS è la terza istituzione italiana ad ottenere il prezioso riconoscimento, assieme alla School of Management del Politecnico di Milano e all'SDA Bocconi School of Management.

Universitas ha intervistato Paolo Boccardelli, Direttore della Business School LUISS e professore di Economia e gestione delle imprese e Strategia d'impresa, sugli effetti della certificazione EQUIS e sull'importanza della formazione per l'occupabilità in questo momento storico.

"EQUIS non è tanto un club nel quale si entra in virtù di alcune caratteristiche tipiche di una Business School" riferisce Boccardelli, "quanto un vero riconoscimento internazionale del processo di sviluppo istituzionale e di cambiamento di una istituzione formativa, applicato nello specifico al settore Business e Management. I pilastri della valutazione per l'ottenimento della certificazione sono: la diversità internazionale; l'impatto della formazione erogata nel mondo degli imprenditori e delle imprese; etica, responsabilità e sostenibilità come elementi per la formazione degli studenti. È un accreditamento molto selettivo: per ogni Paese vengono selezionate solo le migliori istituzioni in base ai criteri sopra descritti".

L'impatto delle Business School sull'occupazione degli studenti è molto alto. "Attraverso le esperienze di project working in azienda, il 90% dei nostri studenti trovano lavoro già durante i corsi di studio. Per la LUISS Business School la transizione studio-lavoro rappresenta un vero punto strategico: tale passaggio deve essere naturale già durante lo svolgimento dei corsi. Per questo la Business School della LUISS punta non solo sui corsi specialistici, ma anche sull'apporto di corsi rivolti all'acquisizione di «life skills», termine più adatto a indicare le competenze trasversali spendibili in più settori strategici rispetto a quello basilare di «soft skills», e di «professionalism», ovvero della capacità di inserirsi in un contesto professionale avanzato sin dal primo giorno di lavoro".

Cosa manca allora alle Business School italiane per competere a livello internazionale? "Più che parlare di competizione, penso ai possibili sviluppi e agli elementi di cambiamento che occorre introdurre nelle nostre strutture" conclude Boccardelli. "Ad esempio, le BS italiane devono sforzarsi di introdurre contenuti e metodi innovativi nella formazione. Penso, inoltre, al fatto che in Italia esiste una fascia di popolazione professionale, come gli amministratori delegati, che non è ancora raggiunta dalla formazione specifica di competenza delle Business School. Si sta lavorando per sopperire a tale mancanza e direi che nel giro di 5-10 anni anche le BS italiane saranno in grado di formare questa nuova classe di persone".

 

 
Intervista a cura di Danilo Gentilozzi
(20 novembre 2015)

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