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VQR 2011-2014: critiche e “disobbedienza” della comunità scientifica
Italia - Qualità della ricerca
 


Sta suscitando polemiche e reazioni imprevedibili la nuova VQR (Valutazione della Qualità della Ricerca), il progetto dell'ANVUR rivolto alla valutazione dei risultati della ricerca scientifica effettuata nel periodo 2011-2014 da Università Statali e non Statali, Enti di Ricerca pubblici vigilati dal MIUR e altri soggetti pubblici e privati che svolgono attività di ricerca. Il confronto con la precedente edizione (periodo 2004-2010) sottolinea elementi di novità, ma anche criticità di non poco conto nel conteggio delle pubblicazioni scientifiche del singolo ricercatore e del Dipartimento a cui esso appartiene.

ROARS, blog di confronto tra ricercatori, aveva già indicato come i criteri di valutazione della nuova VQR fossero stati pubblicati senza tenere conto di alcune osservazioni critiche da parte della comunità scientifica di riferimento. "Una procedura di valutazione diversa e alla quale ben volentieri ci sottoporremmo potrebbe prevedere per esempio la semplice verifica di soglie e parametri adeguati a garantire che in tutte le università si svolga una almeno dignitosa attività scientifica, abbandonando l'ossessione delle graduatorie e puntando decisamente a promuovere la qualità diffusa del sistema universitario" (Stefano Semplici, Noi disobbediamo, Roars - 8/09/2015).

I criteri sotto stretta osservazione riguardano i livelli di qualità delle pubblicazioni scientifiche: nella nuova VQR, in breve, le pubblicazioni scientifiche non valutabili (appartenenti a tipologie escluse dall'esercizio di valutazione) o mancanti (cioè nessuna pubblicazione) hanno lo stesso punteggio, equivalente a zero. I prodotti non valutabili sono paragonati a quelli limitati (ovvero quelli di minor valore scientifico) e i mancanti a quelli non valutabili. Ciò comporterebbe che "un ricercatore completamente inattivo è equiparato a un ricercatore che presenti due prodotti limitati" (Raffaele Caterina, Eccellenti e inattivi: cosa cambia con i livelli di qualità delle pubblicazioni scientifiche del nuovo bando VQR, Roars - 30/10/2015). Tutti fannulloni o tutti bravi?

I lavori parlamentari per la legge di stabilità hanno rafforzato le critiche alla VQR. La mancanza di politiche attive per il diritto allo studio, il ridimensionamento dell'FFO, i finanziamenti alla ricerca ridotti e una serie di questioni annose hanno portato i ricercatori a chiedersi: che senso ha sottoporsi a nuova valutazione della ricerca? (47 mozioni in 19 atenei. Renzi non ci ascolta? E allora noi congeliamo la nuova VQR - Roars, 6/11/2015) Da qui la protesta di ricercatori e interi dipartimenti che, a partire da metà ottobre 2015, sulla base della osservazione della CRUI dell'8 luglio 2015 che avvertiva Miur e Anvur di recuperare le risorse tagliate "per garantire la collaborazione del sistema universitario allo svolgimento del nuovo esercizio VQR 2011-2014", hanno discusso e approvato mozioni in cui affermano di non partecipare alla nuova tornata di valutazione.

L'impatto delle mozioni di "disobbedienza" prodotte negli atenei (Sale la febbre: 84 mozioni in 37 atenei e ora anche il CUN raccomanda "stop-VQR!", Roars - 15/11/2015) ha spinto il CUN a chiedere la sospensione delle procedure della VQR al ministro Stefania Giannini (Raccomandazione dell'11 novembre 2015 firmata dalla vice presidente Carla Barbati). I motivi sono chiari: "per effetto delle numerose mozioni di protesta e delle dichiarazioni di non collaborazione...potrebbe essere inficiata la correttezza dei risultati di quest'ultima (la VQR 2011-2014) per l'incompletezza dei dati raccolti e la conseguente distorsione statistica", ritenuta necessaria "la partecipazione condivisa e collaborativa della comunità accademica".

La scottante questione del "congelamento" della VQR (Perché la VQR deve essere congelata, Roars - 17/11/2015) passa ora al Miur e all'Anvur che, ad oggi, non hanno fornito alcun tipo di risposta alle critiche provenienti dalla comunità scientifica italiana. Alcuni parlamentari hanno, infine, redatto una interrogazione parlamentare al ministro Giannini sulla questione.

 


Danilo Gentilozzi
(23 novembre 2015)

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