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L’orientamento narrativo, i Neet e i Dropout
 


L'orientamento narrativo è stato oggetto del V convegno biennale promosso dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze all'intyerno del progetto Orienta-Drop Out con le associazioni "Pratika" e "L'Altra Città", dal titolo "Le storie siamo noi. Lezioni, ricerche, cantieri di pratiche, narrazioni" (Firenze, 27-28 ottobre 2015).


La finalità complessiva dell'orientamento narrativo è l'incremento dell'autonomia dei soggetti
. Accogliendo le sollecitazioni provenienti da numerosi campi disciplinari (pedagogia narrativa, teoria letteraria, psicologia costruzionista, sociologia della vita quotidiana, etnoantropologia per non fare che gli esempi principali) sposa la logica dell'empowerment, ovvero un processo che aumenti il controllo e la percezione di controllo sulla propria vita e sulle proprie scelte. L'orientamento narrativo vuole fare dei soggetti i veri autori della propria esistenza, capaci di dialogare con altri autori e di costruire progetti di vita consapevoli, maturi e portatori di benessere individuale, ma anche collettivo.


L'utilizzo della narrazione, infatti, ha molteplici funzioni che corrispondono a competenze fondamentali da acquisire per una autodirezionalità orientativa.

Possiamo sintetizzare queste competenze nelle seguenti:

- essere capaci di dare una struttura alla confusa realtà in cui viviamo;

- esercitare un controllo sul reale ed agire di conseguenza;

- essere capaci di interpretare, funzionalmente, ciò che ci accade;

- essere capaci di esercitare previsioni sul futuro e di progettare;

- essere in grado di attribuire un senso e un significato a ciò che ci accade e a ciò che facciamo;

- essere in grado di tenere insieme i differenti aspetti della nostra identità, anche in modo progettuale;

- essere in grado di socializzare tutte queste competenze;

- essere in grado di negoziare con gli altri i significati che attribuiamo agli eventi, a noi stessi, alla realtà che ci circonda;

- essere in grado di organizzare pensiero ed azioni.

Il professionista dell'orientamento narrativo[1] è - secondo una concezione educativo-formativa dell'orientamento - un facilitatore dell'apprendimento che, attraverso gli strumenti tipici della relazione d'aiuto e del lavoro di gruppo (o del colloquio), integrati con attività e competenze narrative innesca e gestisce situazioni in cui i soggetti sono messi in condizione di "testualizzare" le proprie costruzioni di significato in reazioni a stimoli narrativi, producendo racconti, poesie, fotografie, collage, filmati, biogrammi, racconti di situazioni proprie o finzionali, costruzione di progetti, individuazione di limiti e risorse.

Si tratta di un processo di testualizzazione: affinché possa essere interpretato, un evento di vita viene ridotto a testo e questo consente di ridurre la complessità della realtà, pur rispettandone la ricchezza e lasciando aperta una pluralità di interpretazioni e di "trame" potenziali.  Ascoltare, leggere ad alta voce, scrivere, guardare, interpretare, comunicare, condividere... sono alcune delle azioni che si fanno più spesso in un set di orientamento narrativo.

Si parla di orientamento narrativo proprio perché vi sono narrazioni in grado di stimolare la narrazione su sé, narrazioni fondanti, necessarie per un percorso di orientamento, capaci anche di "innovare", non solo di favorire "un'archeologia". Poi c'è il confronto, l'ascolto delle narrazioni altrui, la scoperta delle narrazioni degli altri su noi, la costruzione collettiva di narrazioni.

Uno degli strumenti maggiormente utlizzati dall'orientamento narrativo è la letteratura. La lettura di testi scelti sulla base dell'utenza costituisce una sorpresa piacevole per la stragrande maggioranza degli utenti di qualsiasi età e livello culturale.

Le narrazioni guida, tra gli strumenti più utilizzati, sono percorsi solitamente centrati attorno ad un'unica narrazione (ma il collante può essere dato anche da un tema attorno al quale si addensano differenti stimoli narrativi). Si tratta spesso di un romanzo, a volte un film, un tema, un frame - che viene scandito in più incontri, ciascuno dei quali viene progettato nel dettaglio (attraverso un'attività denominata microprogettazione).

Ogni percorso è progettato accuratamente in alcuni incontri (da un minimo di 15 a circa 30 ore complessive per percorso), ciascuno dei quali ha, generalmente, la stessa durata (è consigliabile una durata di almeno tre ore per singolo incontro). Cascun incontro è scandito in attività che comportano l'utilizzo di specifici strumenti narrativi: la lettura ad alta voce, il racconto orale, la scrittura creativa individuale e di gruppo, fotolinguaggio, fotocollage, storyboard e produzione di fumetti, fruizione e produzione di audiovisivi, canzone e canto, movimento corporeo, attività di riflessione di tipo metaforico e autobiografico, attraverso la proposta di schede legate agli stimoli narrativi ascoltati. Ciascun passo del percorso rappresenta una delle tappe di un viaggio metaforico, un'esperienza mediata che avviene all'interno della narrazione guida: il set su cui gli alunni, con la regia dell'orientatore, sono invitati a esercitare le loro capacità di narratori e ad allenare le competenze di autoanalisi e autorientamento[2].

All'interno dei progetti relativi a Neet e Dropout, realizzati grazie al sostegno e alla collaborazione dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, trovano spazio insieme a percorsi di recupero delle competenze di base e training di lettura ad alta voce, percorsi di orientamento narrativo (per approfondire: www.dispersione.it). La peculiarità di queste utenze è tale da non consentire, facilmente, di far corrispondere caratteristiche simili alla denominazione etichettante, tuttavia la mancanza di strumenti per dirigere attivamente la propria vita o il bisogno di rimettere in campo le proprie risorse in altro modo appaiono come elementi evidenti. I primi risultati confortano circa l'utilità dell'approccio seguito.

 

Federico Batini
Università di Perugia
(27 gennaio 2016)

 

 

Per approfondire:

Batini, Giusti, L'orientamento narrativo a scuola, Trento, Erickson, 2008

Batini, Storie, futuro e controllo, Napoli, Liguori, 2011

Batini, Costruire futuro a scuola . Che cos'è, come e perché fare orientamento nel sistema di istruzione, Torino, Loescher, 2015



[1]    A fine primavera 2014 è nato il primo percorso di specializzazione per orientatori specializzati in orientamento narrativo (Pratika www.pratika.net).

[2]    Narrazioni guida complete rivolte ad ogni fascia di età si possono reperire nell'area risorse del sito di Pratika (www.pratika.net) si possono scaricare gratuitamente percorsi con narrazioni guida completi ed anche il primo volume relativo all'orientamento narrativo (Batini, Zaccaria, a cura di, Per un orientamento narrativo, Angeli, 2000).

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