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Svezia: in aumento il numero di studenti non europei, nonostante le tasse
 


Dal 2011, anno in cui il governo svedese ha deciso di introdurre rette universitarie per studenti di Paesi non appartenenti all'UE e all'Area Economica Europea (EEA), per la prima volta nell'ultimo trimestre il numero di studenti internazionali è tornato a crescere. Tale numero è aumentato del 46% nell'ultimo trimestre del 2014, da 1810 studenti nel 2013 a 2640 alla fine del 2014 (ultimi dati disponibili), portando ad un aumento complessivo del 30% le iscrizioni con rette nell'autunno 2014 e al primo aumento totale di studenti stranieri in Svezia dall'anno di introduzione delle tasse.

Dopo il 2011, infatti, la mossa del governo aveva provocato un'improvvisa, drastica diminuzione delle iscrizioni di studenti stranieri. Il crollo è stato evidente soprattutto nel numero delle matricole non europee, i cosiddetti "battitori liberi" che si iscrivono al di fuori di programmi di scambi universitari: sono passati da 7.390 nell'autunno 2010 a 1450 nell'autunno 2011, la prima scadenza nella quale le nuove rette per studenti non-europei sono entrate in vigore. Le rette attualmente si aggirano intorno alle 100.000 corone svedesi all'anno (circa 10.700 euro), ma con alcune varianti significative fra programmi ed istituzioni: si va ad esempio dai 26.000 euro del Royal Institute of Technology a Stoccolma per la facoltà di Architettura ai più di 30.000 euro per il corso di laurea dello University College of Arts, Crafts and Design.

Secondo gli osservatori, questa inversione di tendenza contiene degli indicatori significativi su come la Svezia stia perseguendo l'internazionalizzazione delle sue università: il paese infatti è stato un "caso di studio" soprattutto per la vicina Finlandia nel dibattito sull'introduzione ed il drammatico aumento delle rette per gli studenti stranieri.

In primo luogo, l'esempio svedese mostra l'importanza del marketing e del reclutamento avviato da molti atenei svedesi dopo l'aumento delle rette nel 2011. In secondo luogo, il governo svedese ha aumentato il fondo delle borse di studio per studenti stranieri di pari passo con l'aumento delle rette. La Svezia ha inoltre ampliato il diritto al lavoro per gli studenti internazionali: viene loro permesso di lavorare durante gli studi, di rimanere a lavorare in Svezia dopo la laurea e, soprattutto nel caso di chi consegue il dottorato, di ottenere il permesso di residenza permanente nel Paese.

Nell'ultimo decennio c'è stata, inoltre, anche una notevole espansione dei programmi in lingua inglese, fino ad un totale di 800 corsi impartiti in inglese (solo la Germania e l'Olanda ne hanno di più tra tutti i paesi europei), ovvero un quarto dei corsi universitari disponibili. A prescindere dalle politiche sulle rette, tali misure rappresentano un ragguardevole esempio di come le classi dirigenti svedesi stanno cercando di internazionalizzare l'istruzione universitaria del paese.

 

Manuela Borraccino
(29 gennaio 2016)


(Fonte: Sweden's international student numbers up for the first time since 2011, ICEF Monitor - 22/12/2015)


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