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Mobilità internazionale: i bilanci 2015 della partecipazione degli studenti
Unione europea
 


La Commissione europea ha pubblicato tre Rapporti che offrono il resoconto del primo anno operativo di Erasmus+, dell'ultimo anno del "vecchio" programma Erasmus (a.a.2013/14) e delle tendenze regionali relative agli effetti della mobilità studentesca in campo occupazionale e di inclusione sociale. 

I dati evidenziano una maggiore partecipazione al primo anno di Erasmus+, con alcune migliorie rispetto al passato: sono state attribuite 650.000 borse di mobilità per studenti, tirocinanti, insegnanti e volontari; è stato facilitato l'iter per i primi prestiti agli studenti che desiderano seguire un corso di laurea magistrale all'estero; è stato garantito un maggior sostegno al riconoscimento in Patria degli studi svolti all'estero; è stato attivato un nuovo sostegno linguistico per migliorare le competenze degli studenti; sono stati appoggiati progetti di cooperazione tra istituzioni di istruzione superiore e imprese (knowledge alliances).

Molto positivi anche i risultati per i dati riferiti all'ultimo anno di Erasmus, che hanno evidenziato cifre record di coinvolgimento universitario, con 272.000 borse di mobilità studentesca e dello staff  amministrativo (+2% rispetto all'anno precedente). Spagna (39.277 studenti), Germania (30.964) e Francia (29.621) si sono confermati i Paesi più attrattivi degli studenti in mobilità; gli stessi Paesi hanno inviato studenti in altri Paesi partner (Spagna 37.235, Francia 36.759 e Germania 36.257). L'Italia mantiene saldamente la 4° posizione, facendo registrare una crescita del 4,4% nelle partenze (26.331 unità), che hanno beneficiato del co-finanziamento nazionale. La Spagna (5.701 unità), seguita da Germania (5.101) e Italia (4.860), guida anche l'ideale classifica dei Paesi maggiormente prescelti dallo staff e il Belgio è risultato il Paese con il maggior numero dei progetti di cooperazione tendenti a modernizzare l'istruzione superiore (15 progetti pari al 19% di quelli complessivamente finanziati).

Il bilancio più esaustivo è quello dettagliatamente fornito dalla 3° edizione dell'Erasmus Impact Study Regional Analysis, curato dal CHE Consult per la Commissione europea, ente privato di ricerca sull'istruzione superiore, che ha evidenziato innanzitutto come l'esperienza di mobilità determini in soli sei mesi lo stesso cambiamento dei tratti della personalità (in termini di tolleranza, serenità, decisionismo, fiducia e curiosità), altrimenti acquisibili almeno in un quadriennio di vita in Patria. Le motivazioni studentesche prevalenti variano nelle 4 aree regionali europee: nell'Europa settentrionale ed occidentale  prevale il desiderio di incontrare nuove popolazioni, di imparare o di migliorare la conoscenza di lingue straniere e di sviluppare soft skills, maggiormente richieste dagli imprenditori. Nell'Europa meridionale e orientale è stata data maggiore enfasi al miglioramento dell'occupabilità e della carriera (specialmente in Romania). Lo studio conferma che i borsisti hanno ampie probabilità (oltre il 250%) di occupazione e, in larga misura, in posizioni manageriali. Tanto più se la mobilità è accompagnata da tirocini presso aziende estere, che al termine del periodo formativo chiedono di tramutare l'esperienza in un rapporto di lavoro.       


 

Maria Luisa Marino
(8 febbraio 2016)

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