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Laurea honoris causa a Irina Bokova, direttore dell'Unesco: «la cultura è un antidoto alla radicalizzazione»
 


L'Università per Stranieri di Perugia ha conferito a Irina Bokova, direttore generale dell'Unesco, la laurea honoris causa in "Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo".

Il focus del discorso di Irina Bokova è stato il momento grave che la cultura sta vivendo, attaccata da una violenza cieca che distrugge non solo gli uomini, ma anche i loro simboli culturali e religiosi: un attacco alla libertà di pensiero e alle sue radici storiche. Questa violenza si può combattere con l'istruzione, a cominciare dai più giovani: «gli estremisti violenti sanno che la cultura unisce le persone [...] temono che il potere della storia possa delegittimare i loro proclami». La soluzione, quindi, non è solo militare: «Quando la cultura è in prima linea in conflitti di natura ideologica [...] il suo potere unificante deve essere messo al primo posto per costruire la pace».

Anche la cultura è in vari modi una vittima di guerra: «per danni collaterali, perché è considerata un obiettivo, o anche a causa dei saccheggi». Oggi è in atto una vera e propria «pulizia culturale», dove l'attacco al patrimonio storico-culturale è l'arma per intimidire le popolazioni e diffondere l'odio. La sua devastazione oltrepassa le uccisioni o il controllo del territorio: «attraverso la distruzione della cultura, gli estremisti vogliono annientare l'Altro, un proposito è sempre stato il marchio di un progetto di genocidio. Gli estremisti violenti non scelgono tra cultura e popolazione - attaccano e distruggono entrambe - e noi dobbiamo difendere entrambe».

«La violenza non ha confini. [...] Per questo la difesa del patrimonio culturale non ha un valore solo culturale. È una questione di sicurezza, un imperativo umanitario, una scelta di civiltà. Quando la cultura è sotto attacco, noi dobbiamo contrattaccare. Nessuno nasce estremista violento. Ci si diventa, nutriti dall'odio e dal settarismo». Ma una risposta è ancora possibile: è la risposta dell'istruzione, «una contro-narrazione che sconfigge l'estremismo, un antidoto alla radicalizzazione».

Bokova ha sottolineato l'importanza della cooperazione per raggiungere obiettivi comuni. L'Unesco, ad esempio, collabora con le forze di sicurezza internazionali per combattere il traffico illecito di reperti archeologici, il traffico di droga o il riciclaggio di denaro, tutte fonti di finanziamento del terrorismo. Inoltre, forma il personale locale alla conservazione preventiva, alla gestione del rischio in situazioni di emergenza, a inventariare i reperti museali. Ma, soprattutto, Bokova ci invita a ricordare che oggi ci sono cittadini comuni o professionisti che lavorano nei musei che rischiano la vita per proteggere la loro cultura.


 

Isabella Ceccarini
(18 marzo 2016)

 


Sul ruolo dell'istruzione nel contrastare la violenza, cfr. Occidente e Islam: una battaglia culturale? in "Universitas" n. 138, pp. 6-16.

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