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segnalato da Freeonline.it
In Europa è boom di iscrizioni ai corsi di primo ciclo
Statistiche
 


L'indagine di Eurostat "Statistics Explained on Higher Education" - estesa, oltre ai 28 Stati membri dell'UE, a Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Turchia e Macedonia - evidenzia un costante aumento medio della quota di popolazione in età 30-34 anni scolarizzata a livello superiore (complessivamente dal 23,6% del 2002 al  37,9% del 2014) con incrementi annuali continui, più lenti per la componente maschile rispetto a quella femminile e con il conseguente ampliamento numerico del divario di genere a favore delle donne, fatta eccezione nelle discipline STEM - Science, Technology, Engineering e Mathematics (3 su 5 i maschi) e soprattutto in Ingegneria (3 su 4 i ragazzi).

La tendenza generalizzata, costantemente rilevata, spinge un'elevata percentuale di giovani altamente qualificati a trasferirsi nelle Capitali (specie in Danimarca, Austria, Svezia e Finlandia), sede delle grandi imprese, o nelle Regioni a più alto sviluppo scientifico-tecnologico (Vlaams-Brabant e Brabant-Wallon in Belgio, Midi-Pyrénées e Rhône-Alpes in Francia o Berkshire, Buckinghamshire e Oxfordshire nel Regno Unito).

I 28 Paesi dell'Unione europea hanno contato, nel 2013, un totale di 19,6 milioni di studenti iscritti a percorsi di formazione superiore, dei quali:
- il 7,5%, in prevalenza uomini, iscritti nei corsi brevi offerti da istituzioni di livello post-secondario;
- oltre il 60%  nei corsi di 1° ciclo (bachelor);
- il 28,1% in quelli di 2° ciclo (master);
- il 3,7% negli corsi di 3° ciclo (PhD).


Il totale della popolazione studentesca è, per quasi la metà, raggruppata in soli 6 Paesi membri: Germania (2,8 milioni, pari al 14,2% degli studenti complessivi), Regno Unito (12,2%), Francia (11,9%), Spagna (10,0%), Polonia (9,7%) e Italia (9,5%).


La distribuzione della tipologia dei corsi appare più differenziata:
- ampiamente popolari i corsi brevi (20% del totale degli iscritti complessivi) in Francia, Irlanda, Lettonia, Austria e Spagna; 
- più ampiamente diffusi altrove i corsi di 1° ciclo (in Lituania accolgono oltre il 75% del totale, nei Paesi Bassi l'80% e in Grecia l'89%);
- meno affollati, ma con maggiore presenza femminile, i corsi di 2° ciclo (Finlandia, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Irlanda e Lettonia con meno del 20% della popolazione studentesca totale).


Sempre nel 2013 sono stati 4,8 milioni i titoli di studio di terzo livello conseguiti complessivamente nell'Unione europea (792.000 nel Regno Unito, 784.000 in Francia, 598.000 in Polonia e 496.000 in Germania), con differenze da paese a paese nella distribuzione disciplinare del futuro capitale umano qualificato: nell'ambito delle discipline STEM la percentuale di laureati in scienze matematiche e informatiche è stata più elevata nel Regno Unito (128.000 unità), in Germania (71.800) e in Francia (69.600), ma debole in Belgio e Bulgaria. I laureati in Ingegneria sono stati più numerosi in Francia (110.600) Germania (99.500) e Regno Unito (71.200), ma meno in Italia (57.200) e in Romania (34.800). Alta la percentuale di laureati nell'area propedeutica all'insegnamento nel Regno Unito (78.200) e in Spagna (55.900), bassa presenza in Francia (19.800), in Italia (16.300) e ancor più in Romania.  


Altrettanto differenziato tra paesi appare il finanziamento del settore nel periodo: Danimarca, Finlandia e Svezia vi hanno destinato oltre il 2% del PIL; Regno Unito, Germania e Francia sono stati prossimi all'1,5%; l'Italia, al terz'ultimo posto (1%), precede solo Romania e Bulgaria.

 

Antonella Lorenzi
(11 aprile 2016)

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