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Le immatricolazioni all’università tornano a crescere: + 2% nel 2015/2016
Focus MIUR
 


Il MIUR ha pubblicato l'annuale Focus sugli immatricolati per l'anno accademico 2015/16, con i dati sul passaggio dalla scuola all'università, risultato non solo dell'offerta universitaria sul territorio o delle politiche per il diritto allo studio ma anche di decisioni individuali e di attività di orientamento svolte da istituzioni scolastiche e universitarie. Nell'anno accademico in corso si sono immatricolati all'università i diplomati secondo i nuovi indirizzi disegnati nell'anno scolastico 2010/11 dalla riforma della scuola secondaria di II grado (i Licei articolati in 6 differenti tipologie, gli istituti tecnici organizzati nei 2 settori economico e tecnologico e gli istituti professionali in quelli dei servizi, industria e artigianato).  

I dati del Focus evidenziano come gli studenti con maturità classica abbiano preferito l'area giuridica (19,1%) e letteraria (13,5%), mentre i diplomati del liceo scientifico e specialmente quelli  dell'opzione scienze applicate si siano maggiormente orientati verso l'area di ingegneria, quella economico-statistico geo-biologica e l'area medica.

Gli studenti con maturità tecnica (settore economico, indirizzo amministrazione, finanza e marketing) si sono prevalentemente indirizzati verso l'area economico-statistica (45,5%), mentre quelli ad indirizzo turismo hanno prediletto l'area linguistica (30,3%). Maggiore propensione per i corsi di laurea specifici e attinenti al percorso di studi appena svolto è stata dimostrata dai diplomati del settore tecnologico.

Gli studenti con diploma di istituto professionale hanno preferito l'area agraria (se provenienti dagli indirizzi servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale ovvero servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera) e le aree economico-statistico e ingegneria se provenienti dal settore industria e artigianato.

In ogni caso sia le immatricolazioni ai corsi di primo ciclo che ai corsi a ciclo unico hanno ricominciato a crescere: complessivamente 271.000 unità, in crescita rispetto all'a.a. precedente (6.000 studenti in più, +2%). L'aumento è stato più evidente nel Nord Est (+5,2%), ma si è notato un ulteriore calo nelle Isole (-2,1%). Sono numerosi anche i nuovi studenti in età non superiore ai 19 anni, a dimostrazione che la scelta universitaria è effettuata immediatamente dopo il conseguimento della maturità. Ancora scarsa l'attrattività degli atenei italiani nei confronti degli studenti internazionali esclusivamente per motivi di studio: solo il 5% degli immatricolati è di nazionalità non italiana e, in linea con la presenza della popolazione straniera sul territorio nazionale, sono maggiormente rappresentati i rumeni (14,7%), albanesi (12,6%) e cinesi (9,2%).

Si conferma l'interesse degli studenti maschi (50%) per l'area scientifica e per quella sociale da parte delle studentesse (35%), che prevalgono in tutte le altre aree disciplinari e sono le più interessate a proseguire gli studi dopo la maturità (55,6% rispetto al 45,4% dei ragazzi). Sono aumentati gli ingressi nelle aree di ingegneria e di geobiologia, mentre sono diminuiti quelli nella macroarea sanitaria (specificamente l'area medica) e in quella sociale, con un calo di nuove immatricolazioni nei corsi di giurisprudenza.  

Resta confermato che genere e voto del diploma influenzano la propensione agli studi universitari: oltre il 90% delle eccellenze sceglie di continuare gli studi mentre la percentuale scende al 22% tra coloro che sono usciti dalle scuole superiori con punteggio pari a 60/100. La maggior parte degli studenti ha scelto Atenei della stessa area geografica dell'Istituto scolastico frequentato; solo nel Sud e nelle Isole un immatricolato su 4 sceglie Atenei del Centro o del Nord Italia, mentre la mobilità più elevata dei fuori Regione interessa Valle d'Aosta, Basilicata e Molise, probabilmente a causa della più limitata offerta formativa.

 

Maria Luisa Marino
(28 aprile 2016)

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