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Nuovi licei per futuri scienziati, ma l’università rimane un problema
Paesi non UE - Egitto
 


Secondo l'ultimo rapporto sulla competitività globale, stilato dal World Economic Forum, il sistema di istruzione egiziano è notoriamente uno dei più arretrati del mondo. La non esaltante performance è dovuta principalmente ai metodi di apprendimento basati sulla memorizzazione anziché sulla ricerca scientifica e sul pensiero critico, sulla rigidità dei piani di studio, sull'affollamento delle classi e sulla scarsa preparazione degli insegnanti. L'Egitto ha quasi 90 milioni di abitanti e la popolazione cresce al ritmo di 1 milione all'anno. Il tasso di alfabetizzazione è fermo al 73% degli adulti (ma scende al 65% nelle donne ed è ancora più basso nelle zone rurali).

Una prima risposta a questo bilancio negativo è offerta dalla nascita di nove licei speciali chiamati "Scuole STEM" (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), riservati a studenti che dimostrano, alla fine degli studi superiori di primo grado, di essere particolarmente dotati nelle materie scientifiche e che, dopo aver sostenuto un esame di ammissione e vari test psico-attitudinali e di quoziente intellettivo, sono tenuti a completare un progetto scientifico per semestre. Lo Stato spera così di formare i futuri scienziati egiziani e punta ad avere tale livello di scuola superiore in ogni provincia entro il 2018, benché il costo per ogni istituto sia di circa 10 milioni di euro (ogni studente costa più di 3.000 euro all'anno) fra laboratori e aule informatiche, campi sportivi e alloggi per gli studenti.

Rimane però il problema che, una volta usciti da questi licei dove vengono formati a metodi educativi e infrastrutture sofisticate, nessuna università egiziana ha un livello accademico altrettanto alto per accogliere questi studenti. "Dopo essersi abituati a sistemi di apprendimento avanzati - rimarca il leader dell'Unione studentesca egiziana Samir Abdul Aziz - questi studenti devono immatricolarsi nelle università egiziane che ancora usano metodi tradizionali e sprecano così i milioni di sterline investiti su ciascuno di loro. É questo il motivo per cui la maggior parte di studenti dotati decide di studiare all'estero e lascia il paese". Per preparare una generazione di scienziati che possa traghettare l'Egitto verso lo sviluppo, chiosa Rami Galal, è necessario perciò che il ministro dell'Università porti a compimento quel che il Ministro dell'Istruzione ha iniziato, fornendo a questi alunni istruzione universitaria di alta qualità.

Nel 2013 il tasso di disoccupazione ufficiale in Egitto era del 12,7%, ma la disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni toccava quota 38,7% e non risparmiava la maggior parte dei 484.000 laureati egiziani all'anno, circa la metà dei quali (226.000) si iscrive poi ai corsi di specializzazione. Secondo gli ultimi dati dell'Unesco, l'Egitto ha 617 ricercatori per ogni milione di abitanti, mentre nei paesi dell'OCSE il rapporto è di almeno 4.000 ricercatori per ogni milione di abitanti.


 
Manuela Borraccino
(6 maggio 2016)
 

(Fonte: How Egypt plans to build its next generation of scientists, al-monitor.com, aprile 2016)

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