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Sudamerica: Brasile e Cile nella top ten dei ranking internazionali specifici per continente
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Risale a giugno 2016 la pubblicazione dell'ultima edizione del QS Latin American University Rankings. La classifica, giunta alla sesta edizione, è divenuta il benchmark internazionale grazie al quale le università verificano il proprio piazzamento all'interno della regione.

Non si registrano cambiamenti significativi al vertice della classifica dei primi 300 atenei latinoamericani. Ritroviamo, infatti, la Universidade de São Paulo, la Universidade Estadual de Campinas, la Pontificia Universidad Católica de Chile e la Universidad Nacional Autónoma de México, mentre consolidano la propria posizione il Tecnológico de Monterrey e la Universidad Nacional de Colombia. La top 10 vede il predominio del Brasile, con quattro atenei, seguita dal Cile, dalla Colombia e dal Messico, con due atenei ciascuno. Sui 20 paesi totali presenti nel ranking, le prime 20 posizioni sono occupate solo da 5 di essi, dato che non sorprende se pensiamo allo sviluppo irregolare che ha avuto l'istruzione all'interno della regione.

Otto sono gli indicatori utilizzati, ciascuno con un peso specifico: l'academic reputation, (raccolta tramite una survey globale tra accademici), pesata al 30%; l'employer reputation (raccolta tra gli employers), pesata al 20%; il rapporto docenti/studenti, lo staff con dottorato di ricerca e il numero di citazioni, pesati al 10%. Nelle passate edizioni i documenti e le citazioni nelle pubblicazioni scientifiche internazionali pesavano, ciascuno, il 10%, ma sono state ridotte al 5% per dare spazio al nuovo indicatore, l'internazionalizzazione, che valuta il livello di apertura internazionale in termini di attività di ricerca. L'introduzione di un nuovo parametro non ha portato sconvolgimenti nella classifica ma rappresenta un messaggio forte per le istituzioni nella regione: l'attività di ricerca riveste un peso fondamentale.


A distanza di poche settimane è stato pubblicato il Times Higher Education (THE) ranking delle università latinoamericane.

Anche nel THE è protagonista il Brasile, con 23 atenei su 50 totali, seguito dal Cile (11), Messico (8), Colombia (4), Venezuela (2), Perù e Costa Rica (1). Il netto prevalere del paese carioca si deve al numero di documenti: da lì vengono il 59% dei documenti prodotti nella regione dal 2011 al 2015.

Non sorprende, quindi, che il vertice della classifica sia saldo su posizioni già conquistate con, in ordine, la Universidade de São Paulo, la Universidade Estadual de Campinas o Unicamp, la Pontificia Universidad Católica de Chile, la Universidad de Chile e la Universidade Federal do Rio de Janeiro. Stupisce, invece, l'assenza della Universidad de Buenos Aires e della Universidade Federal do Rio Grande do Sul.

Ritroviamo gli stessi indicatori utilizzati dai ranking universitari mondiali, 13 in totale, ma con un cambiamento sostanziale. Il THE ha ridotto a 500 la soglia dei documenti da produrre negli ultimi 5 anni, invece dei canonici 1000, aprendo così le porte ad un maggior numero di istituzioni in grado di soddisfare tali parametri (243). Di contro è stato ridotto il peso delle citazioni, dal 30% al 20%, ed accresciuto il peso dei documenti, dal 6% al 10%. Per bilanciare il punteggio medio ricavato dai 5 indicatori, l'insegnamento è cresciuto dal 30% al 36%.

 

Elena Cersosimo
(28 settembre 2016)



(Fonti: Angel Calderon, How to boost your university's ranking position, University World News n. 419 - 24/06/2016; New THE ranking - Brazil 23, Chile 11 and Argentina 0, University World News n. 422 - 15/07/2016)

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