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segnalato da Freeonline.it
USA: difficoltà nei rimborsi, ma Trump è pronto a semplificare
Prestiti universitari
 


Il GAO - Government Accountability Office, Agenzia USA indipendente di controllo della spesa federale, ha presentato a fine novembre un Rapporto del Federal Student Loans, dal titolo Education Needs to Improve Its Income-Driven Repayment Plan Budget Estimates con cui intende fare il punto sullo stato di restituzione dei prestiti studenteschi e sulla sostenibilità economica di questa modalità all'interno del sistema di diritto allo studio statunitense. L'incarico ricevuto dal Senato è quello di verificare le cause dei maggiori costi (per il solo 2016 è stata aumentata la previsione di un ulteriore fabbisogno federale pari a $12,3 miliardi) e di valutare l'esattezza delle stime anteriormente previste.

Il sistema di prestiti USA è stato avviato negli anni '50 per promuovere lo sviluppo scientifico-tecnologico e la mobilità sociale; attualmente vi ricorre oltre il 60% degli iscritti alle università. ? ampiamente articolato e differenziato relativamente ai beneficiari (studenti o loro famiglie), alla tipologia (privati o federali) e alle procedure per la restituzione. I più diffusi quelli federali del Education's Direct Loan Program (a loro volta ripartiti in subsidized Stafford Loans, unsubsidized Stafford Loans, PLUS Loans e Consolidation Loans), di cui attualmente beneficiano oltre 30 milioni di studenti (per un importo che oltrepassa i 900 miliardi di dollari) e che sono da restituire con modalità Standard, Graduated, Extended e Income-Driven Repayment. Quest'ultima (IDR) prevede un alleggerimento della quota mensile (10%, 15% e 20% secondo il reddito), il prolungamento dei tempi per la restituzione (da 10 a 25 anni) e la cancellazione totale del debito non rimborsato oltre la massima durata temporale, senza pericolo di fallimento.

Il Rapporto del GAO ha evidenziato che proprio i beneficiari della IDR, vantaggiosa e più popolare tipologia di restituzione concessa ai titolari di redditi modesti o pari allo zero, hanno le maggiori difficoltà a ripagarli: alla fine del 2015 il 20% di tali debitori era insolvente; a questi si è aggiunto un altro milione di morosi alla fine dell'anno in corso. Si evidenzia, inoltre, come dal 1995 al 2017 siano stati erogati 355 miliardi di dollari per tale tipologia di prestiti a fronte di 281 miliardi restituiti, con una conseguente stima di ulteriori addebiti al bilancio federale per 74 miliardi. Tale somma è più che raddoppiata rispetto alle previsioni effettuate originariamente per il periodo compreso tra il 2009 e il 2016 e sembra destinata ulteriormente ad aumentare per effetto della crescita della platea dei beneficiari di tale tipologia di prestiti.  

La questione della Income-Driven Repayment ha fatto parte delle linee programmatiche dei due candidati alla Casa Bianca nelle elezioni politiche dello scorso novembre. Entrambi  favorevoli in generale al mantenimento del sistema, l'eletto Donald Trump ne ha auspicato una semplificazione e una diminuzione dei costi gestionali, riducendo a 15 anni il periodo del rimborso e unificando al 12,5% l'entità della restituzione mensile.



Maria Luisa Marino
(7 dicembre 2016)
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