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Più immatricolati e laureati occupati, cresce l’attenzione per i corsi AFAM
50° Rapporto Censis
 


Tra il 2014 e il 2015 i laureati sono passati dal 12,7% al 13,1% ed è incrementata di oltre mezzo punto la quota di occupati laureati (21% rispetto al 20,4%). Le donne laureate sono aumentate in un anno del 9%, ma continuano ad essere sottoimpiegate rispetto al titolo di studio posseduto. Sono questi alcuni dati del 50° Rapporto annuale CENSIS sulla situazione sociale del Paese, presentato a Roma il 2 dicembre 2016.  

Se, da una parte, si sono ulteriormente ridotti i corsi universitari con iscritti e il numero complessivo dei docenti, dall'altra sono riapparsi alcuni segnali positivi relativi all'attrattività universitaria, in controtendenza con l'immagine di un'Italia che non investe sul futuro: le immatricolazioni, dopo qualche anno negativo, sono tornate a crescere (+1,1%), con percentuali maggiori per le Università non statali (9,3% nell'a.a. 2014-2015 rispetto all'8,7% dell'anno precedente) e per le telematiche (3,4% contro il 2,9% dello stesso arco temporale).

Particolarmente sostenuto è stato l'incremento della popolazione studentesca registrato dai corsi dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM): tra il 2008-2009 e il 2015-2016 il numero di iscritti ai corsi è passato da 48.281 a 63.054 (+56,5%). Un andamento così favorevole che fa considerare il segmento artistico - per quanto di dimensioni estremamente ridotte rispetto al più ampio sistema universitario - come una punta di diamante dell'istruzione terziaria, particolarmente popolare presso gli studenti stranieri anche in virtù della storica tradizione e prestigio delle varie discipline artistiche del nostro Paese.

Mentre la percentuale di studenti esteri nei corsi universitari è stata pari al 4,3% nel 2014-2015, nella fascia accademica AFAM la loro presenza ha registrato un peso sul totale degli iscritti pari al 17%. La dimensione internazionale è particolarmente avvertita nelle Accademie di Belle Arti - statali e non statali - che da sole accolgono ben il 70,3% degli stranieri, in gran parte cinesi grazie al programma specifico, denominato Turandot.

Il Rapporto evidenzia, per il settore universitario, l'opportunità che in futuro i flussi studenteschi possano essere più equamente distribuiti geograficamente per giovare allo sviluppo e al prestigio del sistema in ottica internazionale, con ripercussioni positive sulle relazioni che travalicano i confini nazionali.

Tra i nodi da sciogliere per il settore dell'AFAM il volume segnala la possibilità di reclutare docenti di prestigio, di rafforzare il collegamento con il mondo del lavoro, di migliorare i servizi di accoglienza e del diritto allo studio, nonché di concretizzare il terzo livello formativo per sviluppare in maniera più significativa le attività di ricerca.  




Maria Luisa Marino
(14 dicembre 2016)
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