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Human Technopole
 


Sulla mission di Human Technopole, l’infrastruttura scientifica e di ricerca di interesse nazionale – lavorerà con un approccio multidisciplinare e integrato su temi quali le scienze della vita, la salute, l’invecchiamento, la nutrizione, i big data e le nanotecnologie – che sorgerà a Milano nell’ex-area Expo1, Stefano Paleari, classe 1965, ha le idee molto chiare. Il perimetro del suo mandato, definito nel decreto dell’ex-premier Renzi del 16 settembre 2016 – che ha istituito il Comitato di Coordinamento di Human Technopole e nominato presidente Paleari –, richiede azioni incisive e non ammette ritardi, perché il Governo ha dato 24 mesi e «dobbiamo lavorare per avere la Fondazione operativa già dal primo gennaio 2018».
A Universitas il prof. Paleari – già rettore dell’Università di Bergamo e presidente della Crui – ha spiegato lo stato dell’arte del progetto HT, ovvero «che cosa è stato fatto dalla riunione di insediamento e cosa si farà nel prossimo futuro».
 
Presidente, quando si è insediato il Comitato?
Il 29 novembre scorso si è insediato il Comitato di Coordinamento di Human Technopole, con il compito di coordinare e gestire la struttura del progetto scientifico e di ricerca, dopo l’approvazione del progetto esecutivo, con decreto del presidente del Consiglio, il 16 settembre 2016. Durante la riunione, su proposta del Governo, sono stato nominato Coordinatore.
 
Dove si è svolta la riunione?
A Palazzo Chigi, in occasione dell’insediamento. Le prossime riunioni, già programmate, si svolgeranno altrove.
 
Roma o Milano?
Ho già convocato una riunione del Comitato (che è composto da 12 componenti) il 6 febbraio a Milano. In quell’occasione saremo ospitati a Palazzo Lombardia. Il primo passo consisterà nell’approvare la Struttura di Progetto proposta da IIT e nel formare gruppi di lavoro interni al Comitato, operativi e con precisi obiettivi, che saranno aperti anche ad esterni. Una seconda riunione si svolgerà a giugno ma potremo riunirci anche prima.
 
Come ricercherete le competenze esterne?
Di volta in volta, quando si evidenzieranno delle necessità, saranno pubblicizzate specifiche richieste di competenze. Nella fase di avvio della struttura, prevale la richiesta di competenze di natura amministrativa e logistica, per compiere i passi previsti per legge sul progetto.
 
Quali sono gli aspetti salienti contenuti per HT nella Legge di stabilità?
Vorrei sottolineare tre aspetti particolarmente importanti, contenuti nella Legge di stabilità (Legge 11 dicembre 2016, n. 232, ndr) che rappresentano il contesto nel quale il Comitato opererà: 1) la personalità giuridica: la legge stabilisce che è istituita una Fondazione per la creazione dell’infrastruttura di ricerca multidisciplinare e per la realizzazione del progetto Human Technopole, di cui sono membri fondatori il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Miur e il Ministero della Salute, ai quali è attribuita la vigilanza; 2) lo Statuto: il Comitato di Coordinamento deve predisporre lo Statuto della Fondazione che sarà sottoposto al Governo affinché, su proposta dei tre Ministeri fondatori e dopo le opportune verifiche, sia approvato con decreto del Presidente del Consiglio; 3) i fondi: per la costituzione della Fondazione e per la realizzazione del progetto Human Technopole sono previsti finanziamenti crescenti ovvero 10 milioni di euro per il 2017; 114,3 milioni di euro per il 2018; 136,5 milioni di euro per il 2019; 112,1 milioni di euro per il 2020; 122,1 milioni di euro per il 2021; 133, milioni di euro per il 2022 e 140,3 milioni di euro a decorrere dal 2023. Sottolineo che quest’ultimo finanziamento è sine die.
 
Quali saranno i prossimi passi del Comitato?
Una volta definito il programma delle attività, lo step successivo sarà la selezione del direttore generale –  attraverso una call internazionale che delibereremo il 6 febbraio – e la costruzione della struttura amministrativa, tecnica e di ricerca, che a regime occuperà 1.500 persone. Dovremo avviare anche i bandi internazionali per la selezione dei sette direttori dei centri del polo – Medical Genomics, Neurogenomics, Agri-Food and Nutrition Genomics, Data Science, Computational Life Sciences, Analysis, Decision and Society, Nano Science and Technology.
 
Una volta definito il programma delle attività, Lei di che cosa si occuperà?
Inizierò una fase di ascolto con tutti i soggetti che possano contribuire a dare un apporto di conoscenze e di idee per il successo di questo progetto. Dobbiamo lavorare bene per arrivare il 1° gennaio 2018 a consegnare a chi verrà dopo di noi il primo risultato tangibile di una sfida che contribuirà a far diventare Milano una città metropolitana ancora più attrattiva e competitiva al pari di tante realtà internazionali. Lavorerò affinché Human Technopole sia percepito ovunque, sia in Italia che all’estero, come un progetto italiano, non soltanto di Milano, un hub delle eccellenze nella ricerca biomedica d’avanguardia che valorizzi anche l’esistente, che sia capace di esprimere tutti quei valori – ricerca per la salute dell’uomo, cura della persona, sostenibilità, inclusione – che mettono in relazione la scienza con la vita delle persone e la loro migliore qualità della vita. Per fare questo ci ispireremo anche ai migliori modelli internazionali esistenti.
 
Un’ultima domanda. Dove avrà gli uffici la Fondazione?
Una possibilità nella fase iniziale è l’edificio di Cascina Triulza, nell’ex-area Expo. Anche su questo decideremo presto.
 
Fabrizia Sernia
(gennaio 2017)


1 Cfr. Universitas n. 136 dedicato a Expo Milano 2015.
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