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OCSE: più permessi di lavoro per laureati internazionali in Europa
 


L'Unione europea dovrebbe riformare le sue politiche migratorie sul lavoro legale e rendere più facile ottenere un permesso lavorativo per gli studenti internazionali che si laureano nell'Unione e poter così attrarre la propria quota di talenti dal bacino mondiale di lavoratori qualificati. È questa l'indicazione dell'ultimo rapporto dell'OCSE sulle migrazioni sul tema "Reclutare lavoratori immigrati: l'Europa".

Il rapporto sottolinea due fattori: l'Unione europea ha sorpassato gli Stati Uniti in quanto destinazione per gli studenti internazionali; in Europa la maggior parte di loro non si fermano dopo la laurea. In confronto ad un terzo che rimane nei Paesi non UE appartenenti all'OCSE, in Europa i laureati stranieri che rimangono oscillano tra il 16% e il 30% (la percentuale varia a seconda del metodo usato per il calcolo). Gli immigrati in Europa risultano più giovani e meno istruiti di quelli che scelgono altre destinazioni tra i paesi OCSE: sul totale dei migranti più istruiti, l'Europa ne ospita meno di un terzo (31%), mentre più della metà (il 57%) si trova in Nord America.

I vertici dell'Unione europea hanno più volte indicato l'esigenza di attrarre talenti stranieri per contrastare sia il declino demografico che la carenza di specifiche qualifiche. Molti imprenditori europei da anni denunciano più difficoltà nell'attrarre e mantenere alcune categorie di lavoratori di quanto non accada nei paesi competitori non europei.

In effetti molti migranti economici arrivano in Europa attraverso i permessi di soggiorno nazionali, visto che la Blue Card europea è molto difficile da ottenere: si pensi che nel solo 2014 solo 10.000 fra i nuovi arrivi avrebbero avuto i requisiti per la Blue Card, e di questi solo in 5.000 l'hanno ottenuta. Il 31% degli immigrati altamente qualificati non europei che si dirige verso paesi OCSE sceglie l'Europa come destinazione; ciò comporta che l'Europa ha bisogno di aumentare la propria capacità di attrazione verso i lavoratori qualificati.

Gli stati europei che applicano le politiche migratorie dell'UE assorbono meno di 80.000 lavoratori qualificati all'anno, mentre Canada e Australia arrivano a 60.000 ciascuno. È anche per questo che il 7 giugno 2016 il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha annunciato una riforma della Blue card e delle attuali politiche migratorie dell'Unione, in modo da rendere più facile l'accesso al mondo del lavoro per laureati e professionisti provenienti da paesi non OCSE. "In gioco c'è la competitività a lungo termine dell'Unione europea e la sua capacità di muoversi su un cammino di crescita forte e sostenibile" ha dichiarato Stefano Scarpetta, responsabile per il Lavoro e gli affari sociali dell'OCSE.

 

Manuela Borraccino
(24 giugno 2016)

 

(Fonte: Brendan O'Malley, EU should ease work permit terms for foreign graduates, University World News - 11 giugno 2016)

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