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Commissione europea: in tre azioni la promozione del dialogo fra università e mondo del lavoro
Università e lavoro
 


Il 22 e 23 marzo si è svolto a Bruxelles il "4th University Business Forum" che, su impulso della Commissione Europea, ha riunito oltre 400 rappresentanti ad alto livello di Organismi e Associazioni europee, di Università, di imprese pubbliche e private, nonché Autorità locali e regionali, fornendo un'occasione unica per analizzare e discutere le misure necessarie per favorire una cooperazione più stretta tra istruzione superiore e mondo del lavoro, in linea con gli obiettivi di Lisbona e della Strategia Europa 2020.

Il Forum, sin dalla sua prima edizione nel 2008, è stato impostato per suggerire le condizioni migliori perché tale cooperazione si risolvesse a vantaggio di tutti, sperando in un maggior coinvolgimento delle imprese per il finanziamento delle attività formative svolte dalle Università. L'incontro di quest'anno ha posto l'accento innanzitutto sull'esigenza di un reale cambiamento di mentalità verso approcci innovativi d'insegnamento e di apprendimento aperti al mondo esterno, sviluppando relazioni più solide tra sistemi educativi e imprese.

Nell'arco temporale dei prossimi 15 anni - ha evidenziato nel suo intervento introduttivo Androulla Vassiliou, Commissario europeo Istruzione, Cultura e Gioventù - oltre 15 milioni di posti di lavoro (il 35% del totale) richiederanno qualificazioni più elevate (con una crescita pari a 6 punti percentuali): "dialogo e cooperazione" saranno le parole chiave che dovranno contrassegnare un maggior coinvolgimento futuro del mondo imprenditoriale in investimenti formativi a lungo termine.

A livello comunitario, il Commissario ha annunciato l'adozione a breve di tre apposite misure:

  • pubblicazione di una nuova "Comunicazione sulla modernizzazione dell'istruzione superiore", che cercherà di fornire utili risposte relativamente alle modalità di adattamento dei programmi formativi ad un pubblico maggiore di studenti e all'adozione di un sistema di classificazione mondiale multidimensionale, che assicuri una maggiore trasparenza e permetta agli studenti di compiere scelte più appropriate;
  • preparazione, benché in un periodo di ristrettezze di bilancio, di una prossima generazione di programmi di finanziamento a decorrere dal 2014, a partire dalla conferma del Programma Erasmus, che dimostra come la mobilità studentesca risulti altamente remunerativa in termini di acquisizione di nuove competenze a vasto raggio;[1] 
  • maggior sostegno all'Institut européen d'innovation et de tecnologie (IET), creato a marzo 2008 e che promuove l'innovazione in settori  di ricerca di interesse cruciale per il nostro futuro comune, quali i cambiamenti climatici, le energie rinnovabili e le nuove tecnologie dell'informazione.


Maria Luisa Marino
(aprile 2011)



[1] Il Parlamento Europeo ha recentemente adottato l'Azione pilota "Knoledge Alliances" con l'obiettivo di collaborare alla messa a punto di nuovi programmi di studio più consoni alle necessità del mondo del lavoro. E sarà presto lanciato, sempre con il supporto del Parlamento europeo, "A European Industrial Doctorat Scheme" per aiutare i giovani ricercatori nell'utilizzo pratico delle loro ricerche e che è mutuato dall'esperienza attuata in Danimarca da oltre 40 anni per cui la "Danish Agency for Science Technology and Innovation" (DASTI) integra il salario degli iscritti all'Industrial Doctorat che, al tempo stesso, dividono la loro attività formativa nelle Università e nelle aziende private.

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