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Consultazioni pubbliche della Commissione europea: il rapporto conclusivo relativo al programma Erasmus Mundus
 


Per quanto concerne il programma Erasmus Mundus, i risultati delle consultazioni pubbliche sono stati raccolti dalla Ecorys nel periodo 15 settembre/30 novembre 2010 e resi noti nel rapporto Programme for international cooperation in higher education and human capital development post 2013 dalla Commissione europea già nello scorso mese di marzo, prima degli altri sondaggi.

La maggior parte degli interpellati ha ribadito la necessità di continuare ad accordare la priorità assoluta alla qualità dell'attività accademica per la promozione dell'eccellenza europea. D'altra parte lo sviluppo dell'European Higher Education Area presuppone la messa in atto di appropriate sinergie, anche a livello internazionale, per lo svolgimento delle attività di ricerca, nonché il potenziamento dei meccanismi previsti da rendere più trasparenti e comparabili. Si tratterà semmai di estendere la portata del programma, coinvolgendo un numero più ampio di attori, anche esterni al mondo accademico e/o cittadini di Paesi terzi. I consensi si sono equamente ripartiti tra:

  • l'auspicio di una integrazione più stretta tra il futuro programma di cooperazione internazionale e gli altri programmi già esistenti nel settore dell'istruzione superiore, quali gli intra Europei (Erasmus), quelli regionali (Alfa, Edulink, Tempus) o bilaterali (Atlantis con gli USA e il Canada) per promuovere la complementarietà tra i vari obiettivi e le diverse attività;
  • il mantenimento della distinta tipologia per evitare il pericolo che un'eventuale integrazione possa diminuire le caratteristiche specifiche dei singoli programmi e, soprattutto, possa far correre il pericolo di far beneficiare anche i Paesi terzi delle risorse, previste per la sola mobilità all'interno dei Paesi UE.    

È stata concordemente focalizzata la necessità di semplificare e armonizzare le procedure per la gestione del programma - pur evitando eventuali frammentazioni - rafforzando i legami tra insegnamento e ricerca (ad es. tra Erasmus Mundus e Azioni Marie Curie), tra le Università e gli organismi del mondo del lavoro (imprese, camere di commercio, associazioni, sindacati ecc.) e ricorrendo anche ad altre forme di finanziamento, quali i Fondi Sociali Europei.

Nell'ambito finanziario e gestionale, maggiori finanziamenti dovrebbero essere attribuiti all'Azione 1 (Erasmus Mundus Joint Masters & Doctorate) e all'Azione 2, tenuto conto degli elevati costi amministrativi e di management e della fattispecie che le borse di studio - non ricche e in scarso numero - non risultano sufficienti ad attrarre studenti eccellenti non solo dai Paesi UE, ma anche da Paesi terzi. È stata auspicata l'abolizione di limitazioni tecniche (ad es. la rigida fissazione della data di inizio delle attività di mobilità) e un maggior coinvolgimento delle Agenzie Nazionali sia nei processi di selezione che nella diffusione delle informazioni, nel miglioramento dei meccanismi relativi al riconoscimento dei diplomi e nell'attribuzione dei fondi.

Per leggere il Rapporto:

http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/consult/higher/report_en.pdf


 

Maria Luisa Marino



Leggi l'articolo sul rapporto conclusivo della consultazione pubblica della Commissione europea sui programmi europei di mobilità dopo il 2013.


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